maika77

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L'invito della Follia.... (I parte)

..."Tanto tempo fa la Follia decise di invitare tutti i sentimenti per una insolita riunione conviviale, raccoltisi tutti intorno a un caffè per animare l'incontro la Follia propose: "Si gioca a nascondino?".       
"Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco rispose la Follia "Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare comincerà a cercarvi e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia che rimasero a guardare in disparte.
"1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, esitante come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse festosamente in mezzo al giardino non curante di un vero e proprio nascondiglio.
La Tristezza incominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per occultarsi. L'Invidia ovviamente si unì all'Orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La Follia proseguì la conta mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era sconfortata vedendo che si era già a novantanove. "CENTO! - gridò la Follia - "Adesso verrò a cercarvi!!!"

 

L'invito della Follia.... (II parte)

La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide l'Insicurezza sopra un recinto che non sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio. E così di seguito furono scoperte la Gioia, la Tristezza, la Timidezza e via via tutti gli altri.
Quando tutti finalmanete si radunarono, la Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?".
Nessuno l'aveva visto, il gioco non poteva considerarsi concluso e così la Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, lungo il fiume sotto le rocce. Ma dell'Amore nessuna traccia, setacciando ogni luogo la Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare tra i rami spinosi, quando ad un tratto sentì un lamento. Era l'Amore, che soffriva terribilmente perché una spina gli aveva appena perforato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò per avere organizzato un gioco così stupido, implorò l'Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile arrivò fino a promettergli che l'avrebbe assistito per sempre. L'Amore rincuorato accettò la promessa e quelle scuse così sincere.
 Così da allora l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre"...
 

Mi descrivo

...ci devo pensare...
 

Amo & odio

Tre cose che mi piacciono

buona compagnia, birra, pizza, animali 
dire sempre quello ke penso, la complicità 
intelligenza, la condivisione, le nuvole, il mare 
 

Tre cose che odio

le maldicenze, i pregiudizi, le bugie 
falsità, il perbenismo, le violenze, chi urla 
le prepotenze, la prevaricazione e la superbia 
 

Dettagli

Lingue conosciute

Inglese

I miei interessi

cinema
viaggiare
teatro

Gen. cinematografico

commedia
gialli
 

Letture preferite

rosa
thriller

Mi piace la cucina

tradizionale
cinese

La vacanza OK

mare, sole e spiagge incontaminate!
 

La vacanza KO

campeggio

La meta dei miei sogni

Atolli del Pacifico
Caraibi

Occupazione

professionista
 

Stato civile

nubile/celibe
 

I miei pregi

troppi........ ;)
 

I miei difetti

tanti.........
 
 

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VIVI COME CREDI (di C.Chaplin)

C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero insieme di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino.
Arrivati nel 1° paese, la gente commentava:"Guardate quel ragazzo quanto è maleducato...lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano". Allora la moglie disse a suo marito:"Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio." Il marito lo fece scendere e salì sull'asino. Arrivati al 2° paese, la gente mormorava:"Guardate che svergognato quel tipo...lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa." Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino.
Arrivati al 3° paese, la gente commentava:"Povero uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino; e povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!" Allora si misero d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio. Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: "Sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta: gli spaccheranno la schiena!". Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino. Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "Guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!
Conclusione: Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore... ciò che vuoi... una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.
 

Nota di un medico...

Erano circa le 8.30 di una mattinata intensa quando un anziano signore ottantenne è arrivato per far rimuovere i punti dal suo pollice. Disse subito che era di fretta perché aveva un appuntam...ento alle 9.00.
Presi nota dei suoi dati e lo invitai a prendere posto. Sapevo che ci sarebbe voluto più di un'ora prima che qualcuno potesse occuparsi di lui. Lo vidi controllare l'orologio ansiosamente per tutto il tempo e poi decisi di valutare io stesso la sua ferita dal momento che non ero occupato con altri pazienti.
All'esame la ferita risultava ben guarita. Parlai con uno dei medici per ottenere il materiale per rimuovere i punti di sutura e lo feci, ma mentre mi stavo prendendo cura di lui è iniziata una conversazione. Gli domandai se avesse un altro appuntamento medico in seguito, se era per questo che aveva così tanta fretta.
Il signore mi disse di no e rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute. Mi disse che era nella casa di cura da tempo, essendo una vittima del morbo di Alzheimer. Sondai ulteriormente la questione chiedendo se la moglie si sarebbe molto alterata per il suo ritardo. Mi rispose che la donna non sapeva più chi lui fosse, non era in grado di riconoscerlo da cinque anni.
Sorpreso gli chiesi: "E va ancora ogni mattina, anche se lei non sa chi sei?"
L'uomo sorrise e batté la mano e disse: "Mia moglie non mi conosce, ma io so ancora chi lei è."