susannacasta3
Sesso: F
Età: 73
Città: Volterra
Prov: Pisa
Reg: Toscana
Naz: Italia
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IL MIO JOY VESTITO DA NEVE
PER COLORO CHE SANNO TUTTO
GRAZIE LIO PER AVERE PERMESSO
CONTRO COLORO CHE STRAZIANO, ABBANDONANO, UCCIDONO GLI ANIMALI
RICORDO DEI MIEI CANI
DOLCI COMPAGNI DEL PASSATO
M'AVETE DONATO AMICIZIA
E SIETE STATI A ME VICINI
IN GIOIA, TRISTEZZA E GAUDIO
SENZA MAI CHIEDERE NULLA IN CAMBIO.
MI SCRUTAVATE NEL PROFONDO
PER LEGGERE IL MIO STATO D'ANIMO
E SEMPRE INDOVINAVATE
QUEL CHE SENTIVO E PROVAVO.
CONDIVIDESTE I MIEI DOLORI
COME NESSUN ALTRO POTREBBE;
POGGIANDO IL VISO SUL MIO GREMBO
MI DICEVATE:"NON SEI SOLO".
SO CHE IL LORO MAGGIOR DOLORE
E' STATO DOVER LASCIARMI
SENZA PROTEZIONE SU QUESTA TERRA.
SE UN PARADISO LOR ESISTE
SPERO NON SIANO PIù SCHIAVI
DELLA'AFFETTO CHE HAN PER L'UOMO
MAX LIODA
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SACRO CUORE DI GESU'

SIGNORE E MAESTRO DELLA MIA VITA!
TOGLI DA ME LO SPIRITO DI OZIO, SCORAGGIAMENTO, BRAMA DI POTERE E VANO PARLARE;
DONA INVECE AL TUO SERVO LO SPIRITO DI CASTITA', UMILTA', PAZIENZA E AMORE.
SI! O SIGNORE E RE!
CONCEDIMI DI VEDERE I MIEI ERRORI E DI NON GIUDICARE IL MIO FRATELLO,
PERCHE' TU SEI BENEDETTO NEI SECOLI DEI SECOLI.
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ANEDDOTI SU VOLTERRA
Vi racconterò solo un paio di leggende che aleggiano attorno a questa cittadina.. come per esempio quella dell'Ombra della sera..
In un giorno di marzo del 1879, l'archeologo Henry Polsen scese fino alle pendici di Poggio alla Rocca verso Monte Nero, dove un aratro aveva fortunosamente portato alla luce alcune tombe etrusche e lì, avvolto dalla macchia che riveste la collina cercò di immaginare come poteva essere stata quella misteriosa civiltà che così fortemente aveva permeato l'intera area di Volterra.
Immerso nella sua meditazione cominciò a fantasticare tanto che gli sembrò di sentire in lontananza cori e musiche armoniose e di percepire proprio un corteo di gente che si muoveva al suono della musica e dei canti.. ma in un attimo, come sovente in primavera, il tempo cambiò e quella che era una pacifica giornata di sole si trasformò in un assordante diluvio che costrinse l'archeologo a cercare in fretta un rifugio!
Fortunatamente fu accolto da un contadino che in quella zona aveva dimora e che aveva acceso un fuoco ristoratore che, mentre l'archeologo, si rinfrancava e asciugava, attizzava con un lungo aggeggio di metallo.. e fu allora che allo sprigionarsi di una nube di scintille che quasi lo accecò, Henry Polsen nuovamente sentì quelle musiche e finalmente si accorse che il rudimentale attizzatoio altro non era che quella ormai conosciutissima scultura chiamata l'Ombra della Sera che sembrava sorridergli tra i barlumi del fuoco.











































