surf56
Sesso: M
Età: 55
Città: Anchorage
Prov: Stato Estero
Reg: Stato Estero
Naz: Stati Uniti d'America
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DEDICATO AD UNA PERSONA SPECIALE.
Uno con la tua storia non poteva avere paura di affondare un tackle. I tacchetti che incidono la carne fanno meno male che restare orfano di madre e padre quando sei ancora giovane. Troppo giovane. Prima il cuore di mamma che si ferma, subito dopo l’addio al babbo. La filosofia può aiutarti quando rimani solo con i tuoi pensieri, con i tuoi fantasmi. L’amore per la famiglia: il pensare prima a loro e poi a te stesso. Tuo fratello e tua sorella che soffrono per handicap fisici. Tuo fratellino che decide di togliersi la vita quando tu hai solo sedici anni! Non si può soffrire troppo...
Non voglio che la gente, che il mondo del calcio mi giudichi per ciò che mi accade in tutto quello che non riguarda i 90 minuti. Non voglio suscitare pietà negli altri». E, dopo averti dato la mia parola, non pubblicai nulla del tuo intimo dramma. Per rispetto. Per amicizia. Perché volevi così. Ed era giusto così. E tornammo a parlare di calcio. Di te, bergamasco, che tifavi la Sampdoria. Una scelta anomala, la tua. Un bergamasco che non venera la Dea. . La voglia di spazi aperti, di luoghi fisici che ti mettano in pace con l’anima. Le pianure dell’Irlanda, il verde, i grilli. Ti immagino così, ora, amico mio. Sdraiato su un prato irlandese con l’amato pallone sotto la testa, a farti da cuscino. E con in mano un altro testo di Kundera: «Il valzer degli addii». Ciao, Moro.
CAMOGLI
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PER UN AMICO
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GENOVA1970
Genova dovette fare quasi da sola e lo fece con grande passione e dignità. Le scuole furono chiuse e i giovani, da tutte le zone della città si armarono di pale e stivali e si presentarono nei luoghi più colpiti a chiedere se c'era bisogno di una mano. All'inizio, si trattò di interventi spontanei e sporadici: si aiutava il negozio conosciuto, si spalava sotto casa o nella strada dove abitavano parenti o amici. Ma, a poco a poco, i soccorsi si organizzarono. Il punto di raccolta era la palestra del Liceo D'Oria, di fianco alla Questura, ai piedi della scalinata con le grandi caravelle floreali. I ragazzi arrivarono a gruppi o singolarmente, venivano organizzati in squadre e inviati nei punti dove c'era più bisogno. Le scuole, ovviamente, chiusero per almeno due settimane e un'intera generazione si trovò a vivere una straordinaria avventura di solidarietà e di libertà. Il simbolo di quei giorni era l'impronta di una manata sporca di fango che i ragazzi si davano vicendevolmente sulle magliette. Bastava quella per salire su un autobus (allora c'erano i bigliettai) senza pagare e la gente ti guardava con rispetto e ammirazione. Si viveva fuori casa, si spalava per ore e ore sotto il sole e dai negozi di ogni strada (gente che aveva perso tutto o quasi) arrivava sempre la focaccia calda da mangiare e un fiasco di vino. Le regole abbastanza rigide di allora saltarono completamente (quasi più che durante il '68) e, per la prima volta, la generazione dei "capelloni" che la serissima Genova aveva sempre considerato con una punta di severità, si guadagnò sul campo la stima di tutti. Per le strade fiorirono i cartelli "Grazie giovani" e i giornali lanciarono una specie di concorso di idee per "ringraziare" gli "angeli col fango sulle magliette".
Non se ne fece nulla o quasi, i ragazzi tornarono a scuola. Qualche pezzo di libertà rimase nei comportamenti di tutti i giorni, molto di più nel cuore e nei ricordi di quelli che lavorarono giorni e giorni per salvare la loro città.
CAPO NORD
C’è bisogno di una motivazione? No, non ce ne sono, ci sono solo sensazioni, emozioni, contatto con natura e spazi selvaggi, e la voglia del viaggio verso una meta fittizia. Il “viaggio” fine a se stesso perché è nel viaggio che accade tutto e si crea l’armonia con se stessi, con il mezzo meccanico che ci sta portando e con l’ambiente esterno.
Capo Nord, come qualunque altro “finis terrae”, ha un fascino particolare perché rappresenta il punto oltre al quale non puoi più andare, il confine, le Colonne d’Ercole. Come la cima delle montagne che scalavo quando ero giovane. Sulla cima finisce la terra ed inizia l’aria, lo spazio infinito. E la scalata è un po’ come il viaggio.
Perché in moto?
Beh perché Capo Nord in moto è un mito…. È il desiderio confessato ed inconfessabile di ogni Motociclista, di ogni Biker che si rispetti. Perché rappresenta il viaggio verso il Finis Terrae per eccellenza. Ci si affaccia dal pianoro sotto il globo d’acciaio e si guarda a Nord sapendo che non c’è nulla, nessuna terra emersa. Solo il ghiaccio polare, lontano. Poi la terra inizia a “girare” verso Sud e lo sguardo si perde nel nulla e nel vuoto dello spazio.
Perché da solo?
Potrei dire perché non ho trovato compagni di viaggio disposti a muoversi tra giugno e luglio (perché di Bikers che vogliono andare a Capo Nord ce ne sono tanti… quelli che ci vanno davvero un po’ meno). In realtà Capo Nord da soli in moto è un mito nel mito. Un viaggio filosofico alla ricerca di se stessi, alla ricerca della fusione con spazi selvaggi e severi (ma non troppo, siamo sempre in uno dei paesi più ricchi del mondo), dove la maggiore difficoltà è data dalle condizioni atmosferiche.
Un viaggio simile alle mie giovanile scorribande solitarie in montagna… ma con molti meno rischi. Una avventura, si… ma addomesticata.
ANZIANI
E' desolante oggi giorno vedere come molti anziani vengano abbandonati al proprio destino..isolati..emarginati..sia da certe famiglie che dalle istituzioni.. Eppure sono loro che ci hanno cresciuto, sono loro che ci hanno fatto diventare quello che oggi siamo, che ci hanno inculcato i valori in cui oggi crediamo.. Dedichiamo almeno un momento al giorno agli anziani, non lasciamoli soli.. stiamo loro vicini..la nostra compagnia è per loro il modo più bello e generoso per ripagare tutti i sacrifici che hanno fatto per noi.. Chi ha la fortuna di avere ancora i nonni, non li trascurasse.. non ci nascondiamo dietro i "non ho tempo", "vabbè ci penserò domani".. non abbiamo idea della gioia e del sorriso che possiamo donare loro con i piccoli gesti quotidiani.. Il loro fisico magari è debilitato, è stanco, è sofferente... ma il loro cuore non lo sarà mai, sarà sempre pronto a regalare amore ed attenzioni a chi avrà soltanto il buon senso di dire.."io per te ci sono..". Diamo loro forza e sotegno, questo non significa limitare la nostra libertà... chi pensa questo, della vita ha capito ben poco.. è parte soltanto di un mondo frenetico, che porterà un giorno a fare i conti con la propria coscienza e con la propria solitudine..
Mi descrivo
HO AVUTO LA CONFERMA MEGLIO
GLI ANIMALI CHE LE
PERSONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.AH
DIMENTICAVO PER QUELLE CHE
ENTRANO NEL MIO PROFILO
MENTRE IL LORO E' BLOCCATO
ANDATE A
........................................................
Spazio amici
Amo & odio
Tre cose che mi piacciono
IL MARE
GLI ANIMALI
BARCA A VELA
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Tre cose che odio
CHI SI TIRA INDIETRO
CHI TI PRENDE IN GIRO E BLA,BLA,BLA!!!!!!
CHI MALTRATTA GLI ANIMALI
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Dettagli
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Il mio film preferito
UN MERCOLEDI' DA LEONI
Il mio libro preferito
TANTE VITE TANTI MAESTRI
I miei pregi
UN OCCHIO DI RIGUARDO PER CHI E' PIU' SFORTUNATO DI ME,SAPER ASCOLTARE E DIRE SEMPRE LA VERITA'.IN QUESTO MONDO VIRTUALE PENSO CHE MOLTI ABBIANO IL NASO LUNGO!!!!!!!!!!!!!!!!!
I miei difetti
PERMALOSO,MI PIACE STARE DA SOLO,NON PENSO CHE SIA UN DIFETTO MA PER MOLTI SI'.E TANTI ALTRI..........















