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OGNI LETTORE, QUANDO LEGGE, LEGGE SE STESSO. L'OPERA DELLO SCRITTORE E' SOLTANTO UNA SPECIE DI STRUMENTO OTTICO CHE EGLI OFFRE AL LETTORE PER PERMETTERGLI DI DISCERNERE QUELLO CHE, SENZA LIBRO, NON AVREBBE FORSE VISTO IN SE STESSO.
(M. Proust)
(M. Proust)
Definire "Il vento di Eldar" un romanzo di fantascienza è, a mio parere, inesatto, se per fantascienza intendiamo una storia in cui l'ambientazione profondamente diversa dalla nostra realtà sia una caratteristica fondamentale.
L'ambientazione è in realtà solo il contesto in cui si svolge una storia che potrebbe essere ambientata ovunque, una storia di guerra, ma anche di amicizia profonda, che lega le due protagoniste.
Nayda e Slavja sono due donne che appartengono a razze ed eserciti diversi, due acerrime nemiche che si ritrovano a combattere fianco a fianco.
Ho voluto sottolineare la loro diversità rendendole una l'opposto dell'altra anche fisicamente, oltre che dal punto di vista caratteriale.
Nonostante tante differenze, hanno una cosa in comune: scelgono.
Entrambe si schierano e, cosa ancora più importante, nel momento in cui Slavja si rende conto del proprio errore non porta avanti una scelta incoerente, pur essendo consapevole che questo potrebbe costarle la vita.
Mi piaceva questa purezza d'animo in un "cattivo", mi piaceva l'idea che in fondo i nostri nemici spesso sono uguali a noi.
A volte anche migliori.
Sono questi i temi centrali del libro: che non esistono buoni e cattivi assoluti, che l'amicizia può essere un sentimento che non ha nulla da invidiare all'amore, ma, soprattutto, che le scelte che facciamo sono nostre, nel bene e nel male.
L'ambientazione è in realtà solo il contesto in cui si svolge una storia che potrebbe essere ambientata ovunque, una storia di guerra, ma anche di amicizia profonda, che lega le due protagoniste.
Nayda e Slavja sono due donne che appartengono a razze ed eserciti diversi, due acerrime nemiche che si ritrovano a combattere fianco a fianco.
Ho voluto sottolineare la loro diversità rendendole una l'opposto dell'altra anche fisicamente, oltre che dal punto di vista caratteriale.
Nonostante tante differenze, hanno una cosa in comune: scelgono.
Entrambe si schierano e, cosa ancora più importante, nel momento in cui Slavja si rende conto del proprio errore non porta avanti una scelta incoerente, pur essendo consapevole che questo potrebbe costarle la vita.
Mi piaceva questa purezza d'animo in un "cattivo", mi piaceva l'idea che in fondo i nostri nemici spesso sono uguali a noi.
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Sono questi i temi centrali del libro: che non esistono buoni e cattivi assoluti, che l'amicizia può essere un sentimento che non ha nulla da invidiare all'amore, ma, soprattutto, che le scelte che facciamo sono nostre, nel bene e nel male.
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