ricciolacci

 Sesso: M    Età: 57    Città: Roma    Prov: Roma    Reg: Lazio    Naz: Italia
 

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Mi descrivo

Ascolta la voce Mi piace scrivere per far sorridere. Puoi ritrovarmi sugli ebook Mondadori http://www.inmondadori.it/ebook/Mario-Bellomo/edt127325/ ciao!
 

Amo & odio

Tre cose che mi piacciono

viaggiare 
scrivere 
conversare 
 

Tre cose che odio

arroganza 
meschinità 
mancanza di emozione 
 

Dettagli

Lingue conosciute

Inglese

I miei interessi

trekking
cinema
cucina

Gli sport preferiti

running
sci
ping-pong
 

Gen. musicale

blues
rock

Gen. cinematografico

film noir
commedia

Letture preferite

storici
thriller
 

Mi piace la cucina

regionale italiana in generale

La vacanza OK

mare, sole e spiagge incontaminate!

La vacanza KO

cicloturismo
 

La meta dei miei sogni

Nepal
Atolli del Pacifico
 

Il mio film preferito

scent of woman
 

Il mio libro preferito

il lungo addio
 

I miei pregi

non rompo...
 

I miei difetti

grande insofferenza agli scocciatori, ai tamarroni, ecc. ..
 
 

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livio blocco

 

zabajone

 

Incantata

Incantata da una sfera di cristallo

l'altalena dei tuoi occhi spalancati

liquefando la mia rabbia e la paura

vola via.

 

Dimme cantore

Dimme cantore de eterne passioni

(do' se nnasconne chi poi se nn'ammora) ,

come consoli nell'acqua l'affanni,

de chi li capisce,  e come,  'sti sòni;

'ntorno a quest'ora cantano l'onne,

e immentre piano quarcosa te danno,

che tutto avvòrge, e poi scompare...

Così chi mòre poi dopo risorge,

come sortisse dar fonno der mare.

 

 

Contatore



 

Libro di Lemor Ohìd (parte 2)

Per tutta risposta quelli cominciarono a deridere Lemor e a girargli intorno cantando in risposta il loro inno: " UN politicante si dondolava sopra un filo di ragnatela, e reputando la cosa interessante andò a chiamare un altro politicante... DUE politicanti si dondolavano sopra un filo di ragnatela... " e così via, e sghignazzavano e non la smettevano più, cosa per cui Lemor cominciò indignato a stracciarsi le vesti.
I politicanti allora si ricomposero un po' sui loro scranni, non mancando però di borbottare contrariati soprattutto "antipolitico e moralista del ca**o all'indirizzo di Lemor.
"Insomma dicci che vuoi o ti facciamo servire in umido nella Bouvette!"
"Non potete pensare di tenere prigionieri gli Italiani" rispose subito Lemor con parole saggie e decorose, "dovete permettergli di andarsene tutti via qualora lo vogliano!!, non permettetevi di tiranneggiarci con la vostra fiducia dello straca**o all'ennesima legge di merda per gli straca**i vostri e dei vostri amici del ca**o!"
Alcuni allora risero di gusto, altri deridevano Lemor chiedendogli ipocritamente "ma perchè, perchè mai vogliono andarsene, che cosa gli manca qui?"; altri ancora invece furono presi da timore e si incattivirono, urlando: "ma sei per caso pazzo!? e noi, i nostri figli, i nostri nipoti, le mogli, i mariti, gli amanti, le concubine, gli amici e gli amici degli amici, che fine faremmo?"
 

Lella Fornarina

 

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livio blocco

 

zabajone

 

Libro di Lemor Ohìd (parte 7)

  Intanto fra i banchi del Palazzo era tutto un parapiglia e un turpiloquio nei confronti del venerabile Lemor. I politicanti infatti, attendendo la prevista invasione di zanzare come da informazioni da parte dei servizi segreti, si erano organizzati da giorni e giorni con triple zanzariere, indumenti e maschere anti zanzare, zampironi e autan in quantità industriali.
Ma di zanzare niente, neanche l'ombra... e cominciarono perciò a dileggiare Lemor e a strappargli le vesti urlando: "Niente zanzare, eh!? E ora chi ci ripaga delle spese che vi abbiamo fatto sostenere a voi italiani, eh? Essenza di cumuli di grilli dici... ma, e che significa? E impicchiamolo una buona volta questo vecchio pazzo!?"
Allora si udì il tuono terribile di un fulmine che cadde sul tetto del Palazzo scoperchiandolo come un apriscatole, mentre dal varco creatosi una sagoma gigantesca si introduceva verso il seggio della presidenza comandando con voce terribile e stentorea: " Tenete giù le mani dal vecchio cazzo! Non azzardatevi a toccarlo!"
"Chiunque tu sia, in realtà abbiamo detto che questo è un vecchio “pazzo”! E tu di conseguenza sei un po' sordo..."
Il politicante non potè finire la frase. Fu immediatamente afferrato da una zampa mostruosa e divorato da una sagoma che alla luce si palesò infine per le sembianze di un grillo gigantesco, alto almeno quattro metri, dall'espressione sbieca e beffarda.
Lemor rammentò e comprese allora le parole che la divinità gli aveva detto in sogno: "L'essenza di cumuli e cumuli di grilli...
 

Libro di Lemor Ohìd (parte 10)

  Allora cominciò un altro parapiglia fra i politicanti terrorizzati che pure volevano impalare Capezzone, il quale però si scusava dicendo: " E' che mi sono confuso! Il libro che ci può salvare non è l'Odissea!" "Ah no, eh!? E quale libro ci serve? Parla maledetto!" "Io non lo so, ma forse so chi ce lo può dire". "E chi è? Muoviti, parla" E intanto alcune scarpe giungevano sulla testa di Capezzone, che comunque riuscì a stento a rispondere: " Il gar... ahìo!? Il garzone del bar, il ragazzo stagionale con tre lauree, chiamate lui. Sicuramente ci può aiutare, sicuramente lui conosce il libro per la nostra salvezza!"  Quando arrivò Salvatore, il ragazzo del bar, Casini gli si pose davanti con la massima reverenza, e gli pose la domanda: "Caro dottore, solo lei può salvarci. La prego di dirci in quale libro possiamo trovare la soluzione per liberarci da quell'essere infernale, prima che ci divori tutti". Salvatore era interdetto, si guardò intorno e poi rispose a Casini: "Ma, ma... penso che voi vi riferiate al libro che tutti gli italiani conoscono..."  "Sì, sì, certo" gli fece Casini, spazientito "ma Lei, per cortesia ci dica quale, che a noi adesso non viene in mente". "Pinocchio...."
Ci fu un attimo di silenzio. Poi una risata generale seppellì il povero ragazzo che venne cacciato in malo modo dai politicanti.  Tornò però subito fra tutti la paura, finchè Capezzone d'un tratto non cominciò a gridare: "Infatti, infatti!!! Pinocchio! Il grillo di Pinocchio!"  "C'è un grillo nella storia di Pinocchio?"   "Ma sì, ma sìiihiii!!!"   "E che fine fa, il grillo, che fine fa?"
"Non me lo ricordo" rispose Capezzone, mentre altre scarpe cominciarono allora a piovergli addosso.
 

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