melonima

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Inno a Iside Rinvenuto a Nag Hammadi,
Egitto; risalente al III-IV secolo a.C.:

Perché io sono la prima e l’ ultima Io sono la venerata e la disprezzata, Io sono la prostituta e la santa, Io sono la sposa e la vergine, Io sono la madre e la figlia, Io sono le braccia di mia madre, Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli, Io sono la donna sposata e la nubile, Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito, Io sono la consolazione dei dolori del parto. Io sono la sposa e lo sposo, E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità, Io sono la Madre di mio padre, Io sono la sorella di mio marito, Ed egli è il mio figliolo respinto. Rispettatemi sempre, Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

Iside e la Vergine

 

ISIDE

“Ave Iside, gloriosa Dea, Il giorno è finito e la notte è giunta, il sole è tramontato e le stelle sorgono. Questo è il rito della sera, il rito per terminare il giorno di luce. Lascia che il tuo strumento suoni salutandoti con tutti gli onori, Iside, gloriosa Dea. Con il fiammifero accendo il fuoco sull'altare preparato per te, Iside, gloriosa Dea, E l'incenso notturno sale, dolcemente mischiato, per mettermi nell'animo per percepire te, Iside, gloriosa Dea, Che sorge dietro di me come una fiamma d'oro e sfiora la mia schiena con le sue abili ali. Rendo accessibile la base del mio collo a Te. Lascia che il tuo portale ti dia il benvenuto, O Iside, Grande e Gloriosa dea. Sollevo le mie mani e sostengo il curvo inchino dell'esaltazione, E mi alzo ancora una volta all'acuto angolo dell'invocazione. Vieni, o grande e gloriosa Dea, Vieni nella pienezza di forza e amore, lascia che il tuo indumento per un attimo vesta Te, O Iside, dea Grande e Gloriosa.

Piramide di Unas nella Piana di Giza, Egitto.



 
Esistono delle persone che sono come delle candele: Piccole, delicate, a volte tremolanti, ma capaci di illuminare un sentiero oscuro in una notte d’inverno.
 

La Dea Iside


Iside, venerata spesso in associazione con il dio Serapide, fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'impero romano. Nel sincretismo tipico della religione romana Iside venne assimilata con molte divinità femminili locali, quali Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore in Europa, Africa ed Asia. Il più famoso fu quello di File, l'ultimo tempio pagano ad essere chiuso nel VI secolo. Durante il suo sviluppo nell' Impero il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castità alla dea Iside. La decadenza nel Mediterraneo del culto di Iside fu per lo più determinata da nuove religioni misteriche quali lo Zoroastrismo e lo stesso Cristianesimo