iside505

Sesso: F - Età: 56
Città: Milano - Provincia: Milano
Regione: Lombardia - Nazione: Italia

 
 

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Bisogna aver cura che non invecchi l'Anima, più che la pelle. Ci spalmiamo di creme, ma non ci accorgiamo che l'unico elisir di bellezza che funzioni sono i buoni sentimenti. Quando il cuore trabocca, gli occhi guardano il mondo come fossero ancora bambini. P. Felice
 

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Il velo di Iside
Il velo colorato di Iside è simile al velo di Maya di cui parla la filosofia indiana. Esso rappresenta le molteplici forme della natura nelle quali è rivestito lo spirito. L’idea è che lo Spirito Creativo si rivestì in forme materiali di grande diversità e che l’intero universo che noi conosciamo fu fatto in questo modo, è cioè la manifestazione, sotto forma materiale, dello spirito del Creatore. Plutarco disse : Iside è il principio femminile della natura e quello che è in grado di ricevere tutto ciò che è creato; a causa di ciò è stata chiamata “Nutrice “ e “Omni-ricevente” da Platone… Perciò la veste o velo di Iside è la forma continuamente mutevole della natura, la cui bellezza e tragedia vela ai nostri occhi lo spirito.
 
Questo perpetuo gioco reciproco nel mondo manifesto, che comprende gli oggetti esterni, gli alberi, le colline, e il mare, come pure gli altri esseri umani ed anche noi stessi, i nostri corpi, le nostre reazioni emotive, l’intero dramma del mondo, ci sembra possedere una tale realtà assoluta che non pensiamo a metterla in dubbio. Tuttavia in alcuni momenti di particolare intuizione, indotti forse dal dolore o dalla sofferenza o da una grande gioia, possiamo improvvisamente renderci conto che ciò che costituisce l’ovvia forma del mondo, non è quella vera, quella reale. E’ detto che l’essere vivente viene afferrato nella rete o velo di Iside, e ciò significa che alla nascita dello spirito, la scintilla divina che è in ognuno, fu incorporata o afferrata nella carne.
 
 
Essere in uno stato d'amore cosciente non vuol dire che si ama anche ciò che non ci va, che si ami tutto indistintamente, ma piuttosto che s'accetta anche il fatto di non amare qualcosa o qualcuno... e lo si ammette come dato di onestà, espressione di libertà, senza infingimenti moralistici o scusanti di alcun genere. Questo perchè il senso di non separazione profonda può anche includere il temporaneo senso di separazione superficiale. La meraviglia della coscienza unitaria non ha paura della divisione, del conflitto, del distacco, perchè li ritiene fonti e motori di quel dinamismo necessario al percorso di auto scoperta di Sè.