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Giorgio Gaber


 
 

Giorgio Gaber 1

"La mia vita, una storia tutta milanese" «E' su una trama di circostanze tutte milanesi - dice - che si è sviluppata la mia carriera d'artista. Prova ne è che, bene o male, tutti i miei spettacoli, pur senza mai dare precise coordinate di spazio e di tempo, fanno riferimento a situazioni tipicamente metropolitane». Nei bar del quartiere, punto d'incontro della città anni '50, come dentro le cantine («un po' New York, un po' Parigi») dove si suonava il jazz, il «cantattore» milanese raccoglie idee, sensazioni, storie. E scrive le prime canzoni, debuttando in un locale dietro il Duomo, il Santa Tecla. E' la nascente metropoli degli anni compresi tra ricostruzione e contestazione a far crescere nel giovane chansonnier di periferia la voglia di teatro. Le storie di bulli e impiegate, operai e ragazzi come lui, dagli spartiti potevano traslocare senza molta fatica sui copioni teatrali. «Al teatro arrivai quando già erano nate "La ballata del Cerutti" e "Porta Romana". Cominciai con Maria Monti, al Teatro Gerolamo. "Il Giorgio e la Maria" si intitolava il nostro spettacolo, col profumo di Milano tutto in quei due articoli davanti ai nomi. Con Maria scrivevo tutte le canzoni, storie di vita e di nebbia in una città che tanto amavamo ... sono rimasto legato in tutto alla mia città, sento che qui ogni cosa mi appartiene, quasi fisicamente. Mi affascinano ancora la concretezza, la voglia di fare, l'atteggiamento liberale e libertario». Dove sono finiti però i bar della sua adolescenza, gli amici del biliardo, l'incontrarsi per caso e non solo per appuntamento, i personaggi da incorniciare in un ritornello ?



 

Edith

   
 

Tournedos Rossini

La sua infanzia triste e travagliatissima trascorre accanto ad un padre ubriaco e poi in un bordello gestito dalla nonna paterna. Viene poi scoperta da un propietario di night club (Gerard Depardieu) che la sente cantare per strada e la lancia nel mondo dello spettacolo.
Da quel momento la vita di Edith prende una piega diversa: la sua incomparabile voce la rende famosa in tutto il mondo. Cagionevole di salute, fragile di carattere e alcolizzata la sua vita certamente non è stata felice.
Durante una sua tourneé negli Usa Edith si innamora perdutamente del pugile francese Marcel Cerdan (Jean-Pierre Martins). Pur sapendo che è sposato, decide di vivere fino in fondo questo sentimento. Purtroppo Cerdan muore in un incidente aereo lasciando la Piaf nel più profondo dolore da cui non si risolleverà mai più.
Una delle prime volte che Marcel, uomo dai gusti semplici, porta Edith a cena in un famoso ristorante chiede due “pastrami sandwiches”.
Ma Edith sorridendo chiede al maitre di sostituirli con 2 tournedos Rossini abbinati ad un Chateau Langelus del 1939.