gattosilvestro_77
Sesso: F
Età: 35
Città: Ponso
Prov: Padova
Reg: Veneto
Naz: Italia
|
|
IL MIO PAESE
Grandi risaie e filari di pioppi
e all'orizzonte montagne maestose
non si può dire che sia il paradiso
ma è il paese dove son nato.
La gente è chiusa e un poco scontrosa
ma quando ama sa amare davvero ci sono senz'altro dei posti migliori
ma è il paese dove son nato.
Fiumi e canali sono le sue vene
e il cielo azzurro è la sua mente
sudore e fatica sono il suo corpo
è il paese dove son nato.
Ricordi antichi sono le memorie
pane e lavoro sono le speranze
non si può dire che ci sia molto
nel paese dove son nato.
Ma se l'orizzonte è tutto d'oro
e la mia gente canta durante il lavoro
mi sento nel cuore un grande amore
per il paese dove son nato.
Mi descrivo
Spazio amici
Amo & odio
Tre cose che mi piacciono
chi mi sa stare accanto senza condizioni
Le canzoni dei Nomadi - Danilo
I bambini e il gelato al bacio
|
Tre cose che odio
gioielli, potere dei soldi
Silvio Berlusconi
chi non condivide
|
Dettagli
Lingue conosciute
Gen. cinematografico
Mi piace la cucina
La vacanza OK
La vacanza KO
La meta dei miei sogni
Occupazione
Stato civile
Il mio film preferito
Il mio libro preferito
I miei pregi
I miei difetti
Ultime visite
Contatore
MARIA nella BOTTEGA del FALEGNAME
Maria:
“Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?”
Il falegname:
“Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare”.
La gente:
“Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?”
Maria:
“Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci”.
Il falegname:
“Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell’immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio”.
La gente:
“Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto”.






