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gattosilvestro_77

 Sesso: F    Età: 35    Città: Ponso    Prov: Padova    Reg: Veneto    Naz: Italia
 

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Mi descrivo

Sono come tante altre persone: né migliore né peggiore. Non sopporto "fare di ogni erba un fascio" e adoro " l'abito non fa il monaco". Il mio motto è: "La speranza è l'ultima a morire". Odio l'aridità del denaro e le persone tirchie ed egoiste. Aggiungo anche i ruffiani e i leccaculo!!
 

Amo & odio

Tre cose che mi piacciono

chi mi sa stare accanto senza condizioni 
Le canzoni dei Nomadi - Danilo 
I bambini e il gelato al bacio 
 

Tre cose che odio

gioielli, potere dei soldi 
Silvio Berlusconi 
chi non condivide 
 

Dettagli

Lingue conosciute

Francese

Gen. cinematografico

guerra

Mi piace la cucina

regionale italiana in generale
 

La vacanza OK

agriturismo

La vacanza KO

tour organizzato

La meta dei miei sogni

Australia e Nuova Zelanda
 

Occupazione

impiegato/a

Stato civile

nubile/celibe
 

Il mio film preferito

Salvate il soldato Ryan
 

Il mio libro preferito

Un calcio in bocca fa miracoli
 

I miei pregi

sono buona e generosa
 

I miei difetti

debole, insicura, influenzabile, ingenua
 
 

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MARIA nella BOTTEGA del FALEGNAME

Maria:
“Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?”

Il falegname:
“Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare”.

La gente:
“Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?”

Maria:
“Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci”.

Il falegname:
“Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell’immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio”.

La gente:
“Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto”.

 

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