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Corpo-piacere-sesso

Il Blog ha dato spazio a ciò che si chiama SEMANTICA DEI GESTI DI TENEREZZA, sottolineando la rilevanza antropologica e affettiva di alcuni gesti e atteggiamenti presenti nel rapporto sessuale. Se un filone del pensiero cristiano ha visto - e per tanti secoli -  in modo negativo, pessimistico tale dimensione, si può anche ritrovare un filo conduttore di una corrente che valorizza il corpo, il piacere, il sesso. Ecco la voce di Lattanzio, un laico teologo che, nel terzo secolo, poteva scrivere: "E' Dio che ha pensato la dualità dei sessi, il loro desiderio l'uno dell'altro, il piacere della loro unione. Egli ha impastato i corpi di tutti gli animali di questo ardore bruciante perché essi ne cercassero avidamente le sensazioni. Questo appetito è ancora più veemente nell'uomo. Dio ha voluto in tal modo sia che egli si moltiplicasse maggiormente, sia che trovasse merito e gloria a moltiplicarsi".

 

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Né Sisifo né Prometeo

L'UOMO

Nè Sisifo

Nè Prometeo

ma colui che è la gioia del sì

nella sfida di ogni giorno

 

Solitudine - Uso e Abuso - Narcisismo


"Io desidero il mio desiderio, e l'essere amato non è altro che il suo accessorio" (R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso).

 

Sul tradimento

"Tradire. Parola grossa. Che significa tradimento? Di un uomo si dice che ha tradito il paese, gli amici, l'innamorata. In realtà l'unica cosa che l'uomo può tradire è la sua coscienza" (J. Conrad, Con gli occhi dell'Occidente).

Tre reazioni al tradimento: la vendetta (rattrappisce l'anima); la negazione (negare il valore dell'altro prima idealizzato); il cinismo (l'amore è sempre una delusione).

 

Lo spaventapasseri (K. Gibran)

Una volta dissi a uno spaventapasseri: "Devi essere stanco di startene solitario in questo campo". E quello disse: "La gioia di spaventare è profonda e duratura, ed io non ne sono mai stanco". Dissi io, dopo un istante di riflessione: "E' vero; in verità, anche io ho conosciuto quella gioia". E lui: "Solo quelli che sono imbottiti di paglia possono conoscerla".

 

Lo sguardo

Afferma Goethe: "L'organo con il quale ho capito il mondo è l'occhio". Lo sguardo transforma l'interno e l'esterno del dottor Faust in un'esistenza appasionata e frenetica. E tutto ciò sta a dire che se il vedere è un atto meraviglioso è, allo stesso tempo, pericoloso, azzardato, rischioso.

Orfeo, Narciso, Edipo, Psyche e Medusa ci insegnano che a forza di voler ampliare l'impulso dello sguardo l'anima entra nella notte e si rende vittima della cecità. L'occhio, dice il mito greco, comporta sempre un certo eccesso dell'uomo e compromette tutti gli altri sensi perché è una sintessi di essi.

Il segreto è tutto qua: Se è l'occhio a guardare, è lo spirito a vedere. Dimmi dunque ciò che vedi e ti dirò chi sei.

 

Michel Foucault

La morte di Dio, punto di riferimento assoluto nella coscienza dell'Occidente è un tema centrale del pensiero di Nietzsche. Scomparendo tale fondamento, l'umanesimo ateo, sulla scia del pensatore tedesco, era convinto di lasciarsi alle spalle l'alienazione, riappropriarsi di se stesso e mettere fondamenti veri non metafisici né mistificanti  per edificare un volto umano. Ebbene, uno di più grandi pensatori francesi, padre dello strutturalismo, Michel Foucault, libero dal sospetto di bigottismo, ne denuncia l'illusione:

"E' possibile - dice Foucault - che abbiate ucciso Dio sotto il peso di tutto quello che avete detto; ma non illudetevi di costruire, con tutto quello che  dite, un uomo che vivrà più di lui" (M. Foucault, L'archéologie du savoir).

 

Poesia di Luca Dell'Omo

Intabarrato

in un fiore

azzurro

attendo

si levi

l'aurora

della Bellezza

 

Sul silenzio

L'uomo moderno non sa più stare solo, né sopporta il silenzio. Nell'immensa solitudine a cui la vita frenetica, il progresso e anche l'architettura contemporanea lo costringono, egli cerca nervosamente la folla e tenta di affogare il proprio sgomento immergendosi in rumori di ogni sorta (R. Panikkar, Il silenzio di Dio).