Sesso: M -
Età: 109 -
Città: Xxxxx -
Provincia: Cremona -
Regione: Lombardia -
Nazione: Italia
RECENSIONE AL MIO LIBRO:
Gentile XXXXX
abbiamo letto, "Pensavo fosse una delicata farfalla, invece...".
Il nostro parere in merito è molto positivo. Al lettore sembra di essere trascinato dentro la losca storia di umiliazione e miseria descritta, si immedesima fortemente col protagonista restando a sua volta intrappolato nella glacialità e apparente cattiveria di Francesca perché, come il protagonista, tende a provare pena per lei vista la disperazione nella quale evidentemente ella stessa vive. Ciò che ci ha maggiormente colpito del suo romanzo è la morbosità che inchioda e non consente di staccarsi dalla lettura. La morbosità è nella storia in sè, nel modo di raccontarla, nel protagonista. I sentimenti che si provano verso Francesca sono contrastanti e tutti molto forti: si passa dalla pena per il "lavoro" che sembra costretta a fare, al senso di protezione per la sua incapacità di occuparsi di se stessa, all'eccitazione per l'amore vissuto con lei, alla rabbia quando lascia suo figlio di un anno e mezzo in macchina da solo sotto il sole, al disgusto quando si scopre, insieme al protagonista, che per 20 euro va con un vecchio sporco. La claustrofobia del romanzo si unisce alla sua morbosità nel contrasto fra la soffocante situazione, nell'accanimento per ottenere un appuntamento, nella difficoltà di riuscirci, nella delusione che per lo più in essi si prova, nelle pressioni di una famiglia innocente che accetta di amare soffrendo in silenzio, nel senso di colpa e disperazione. Così, quando il protagonista viene stremato da continui attacchi d'ansia nell'inseguimento di Francesca, anche il lettore avverte in sé del disagio e questo lo lega a "Pensavo fosse una delicata farfalla, invece...".
abbiamo letto, "Pensavo fosse una delicata farfalla, invece...".
Il nostro parere in merito è molto positivo. Al lettore sembra di essere trascinato dentro la losca storia di umiliazione e miseria descritta, si immedesima fortemente col protagonista restando a sua volta intrappolato nella glacialità e apparente cattiveria di Francesca perché, come il protagonista, tende a provare pena per lei vista la disperazione nella quale evidentemente ella stessa vive. Ciò che ci ha maggiormente colpito del suo romanzo è la morbosità che inchioda e non consente di staccarsi dalla lettura. La morbosità è nella storia in sè, nel modo di raccontarla, nel protagonista. I sentimenti che si provano verso Francesca sono contrastanti e tutti molto forti: si passa dalla pena per il "lavoro" che sembra costretta a fare, al senso di protezione per la sua incapacità di occuparsi di se stessa, all'eccitazione per l'amore vissuto con lei, alla rabbia quando lascia suo figlio di un anno e mezzo in macchina da solo sotto il sole, al disgusto quando si scopre, insieme al protagonista, che per 20 euro va con un vecchio sporco. La claustrofobia del romanzo si unisce alla sua morbosità nel contrasto fra la soffocante situazione, nell'accanimento per ottenere un appuntamento, nella difficoltà di riuscirci, nella delusione che per lo più in essi si prova, nelle pressioni di una famiglia innocente che accetta di amare soffrendo in silenzio, nel senso di colpa e disperazione. Così, quando il protagonista viene stremato da continui attacchi d'ansia nell'inseguimento di Francesca, anche il lettore avverte in sé del disagio e questo lo lega a "Pensavo fosse una delicata farfalla, invece...".
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MI PIACE CONOSCERE PERSONE, RAGAZZE E, SE NASCE UNA BELLA AMICIZIA MI FA PIACERE. SE OLTRE ALLA BELLA AMICIZIA SI CREANO DELLE BELLE OCCASIONI... MEGLIO ANCORA, MA REALI!!! NON VIRTUALI!!! Per cui detesto essere provocato sessualmente se non si ha nessuna intenzione di approdare a qualcosa di concreto...
Mi descrivo
Sto imparando (dopo un devastante periodo) che la vita è a colori... dipende solo da come la vivi: vivere non è sinonimo di respirare e camminare...
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Detesto quegli omuncoli senza palle e cerebrolesi che si spacciano per ragazze. Sono paragonabili ai bastardi pedofili, perchè si nascondono dietro una falsità spregevole per apparire ciò che non sono, invece di dichiararsi quali sfigati segaioli mentalmente disturbati e incapaci di un confronto diretto con una persona dell'altro sesso: INVERTEBRATI CON LO SCROTO VACANTE...

