da Roby - gennaio 2008
La perdita di luoghi, di volti, di abitudini, è l'inizio di un percorso nuovo, di ricognizione ed esplorazione, per ricollocare un intero vissuto dentro l'ignoto, dove lo sguardo e la mente spaziano alla ricerca di simboli, suoni, profumi, sapori, gesti, immagini, che siano in qualche modo riconoscibili.
Ma cosa del mio vissuto posso riporre nel nuovo, e dove?
Il rapporto con la nuova realtà spesso inizia con questi interrogativi, e con gli imbarazzi, le esitazioni, le scappatoie, che nascono dalla ricerca necessaria e continua di contatti e di conoscenza.
Un episodio, reale, può raccontare e spiegare questo vissuto, forse più di qualsiasi considerazione intellettuale.
Adel Jabbar
Mi descrivono:
Un caro amico: "Nuota affascinata, dice si anche quando vuol far intendere no, ascolta Biagio ma soprattutto lo guarda, va nelle notti stellate nel parco coi compagni di birra, riesce a sconvolgere il gran estimatore della "magica", ha un'amica magica e uno strano rapporto con le unghie, è dolce la Elfa, ventata di vita a fianco del nero scudiero, nero come i suoi tanti caffè"
La mia migliore amica (Gigia.68): "Dolce ma decisa, simpatica, altruista e vulcanica"
Mi descrivo
Spazio amici
Amo & odio
Tre cose che mi piacciono |
Tre cose che odio
avere il
fiato sul
collo
|
