diogene51

 Sesso: M    Età: 68    Città: Firenze    Prov: Firenze    Reg: Toscana    Naz: Italia
 

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Sopra ai pini marittimi

Sopra ai pini marittimi

Disseccati dalla parte del mare

Emerge restaurata la vecchia torre

Cui girano attorno rondini operose.

Hanno cominciato a frinire le cicale.

Tra il muro e una casetta scorgo

Calmo il mare. Mi basta.

(2013)

 

Ciechi sordomuti

Innamorato sono di te, mia donna:

non percepisco i tuoi sguardi

non sento le tue parole, né tu le mie.

Il muovere delle tue labbra,

gemito senza suono,

è vibrazione possente

che mi scuote, prelibato segno

da cogliere nel cuore.

Percorro le molteplici curve

gli infiniti piccoli adorati rilievi

del tuo corpo, odoro l’aroma

del tuo grembo ed il profumo

della tua pelle, mi immergo

tutto nel tuo essere,

compreso ma non confinato.

I nostri corpi sono baci,

mutua conoscenza, respirare

congiunto.

 

IL GIOCO

     
     
     Trascurando austere occupazioni
     tutto mi ti consegno,
     dolce passione del gioco,
     sia lo scrivere per trastullo
     versi da non comunicare
     sia affidarmi alle carte,
     ai ben torniti dadi,
     sia accarezzare i pezzi
     del nobile gioco degli scacchi.
     E fremo quando ho il tratto,
     o quando son di mano.
     Oh, suadente mischiare delle carte
     e distribuirle ad una ad una,
     a cinque a cinque, incomparabile
     visione d'assi, poker, full!
     fiches colorate o tintinnanti soldi;
     bello è anche inventare
     un giuoco nuovo, ricombinando
     leggi vecchie, come versi.
     Sessantaquattro caselle di scacchiera
     sono infiniti ripostigli
     nel mio cuore.
     Il nostro è tempo di creazione,
     non dettato da leggi altrui,
     sono infinite le
     modulazioni del piacere
     su piste e tavolieri.
     Il suono cupo dei dadi nel barattolo
     è tempo scandito sulla fine,
     forse parte di qualche eternità.
     Abbiamo rubato il diletto
     ai nostri dei, cui solo era permesso
     di giocare e rigiocare la partita:
     "Ora giochiamo a ciò che è":
     da ciò nacquero,
     forse, le costellazioni
     il cielo, il mare
     la storia degli uomini
     o dei pesci.
     A tutti il creare è dato,
     nel gioco.

 

UN INCONTRO FORTUITO

Settantacinque anni fa, a Venezia, uno studente con una cartella gonfia di libri si dirige con passo sicuro al vaporetto per il Lido. Nessuno in giro. Concentrato sull'esame dell'indomani, non bada a una singolare sospensione di ogni attività. Sale. Sotto il parapetto sfreccia un motoscafo armato: Hitler e Mussolini. Il giovane, meccanicamente, alza il braccio nel saluto romano.

"-Oh, pensa che occasione! Avessi sacrificato la mia vita, cercato un'arma, forse potevo salvare il mondo: senza saperlo, avevo eluso ogni sorveglianza....-" La scena è ancora vivida in mio padre ormai vegliardo. L'avesse fatto, io non sarei nato. Silenziosamente, e con gran rimorso, lo ringrazio.