aquilanera66

 Sesso: M    Età: 53    Città: Fantasia    Prov: Stato Estero    Reg: Stato Estero    Naz: Italia
 

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Pensieri

Niente  è  più   brutto   di   una   parola  d' amore   pronunciata   freddamente  da  una  bocca  annoiata.
 

KAHLIL GIBRAN

La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che
feriscono, dei silenzi che trascinano
verso il precipizio.
Quando sono diventato così
impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.
 

Mi descrivo

credo che la vita possa risultare molto più allegra di quello che è se si ha un amico con cui fare due passi insieme ogni tanto.
 

Amo & odio

Tre cose che mi piacciono

l'arte , poesia 
SS LAZIO 
l'archeologia 
 

Tre cose che odio

le persone false 
as roma 
 
 

Dettagli

I miei interessi

arte
collezionismo
fotografia

Gli sport preferiti

calcio_e_calcetto
pesca

Gen. musicale

raggae
celtica
 

Gen. cinematografico

documentario
spaghetti western

Letture preferite

saghe medievali
biografici

Mi piace la cucina

regionale italiana in generale
 

La vacanza OK

siti archeologici

La vacanza KO

autostop

La meta dei miei sogni

Irlanda e Scozia
Africa equatoriale
 

Occupazione

operaio/a
 

Il mio film preferito

braveheart - balla coi lupi
 

Il mio libro preferito

GIBRAN IL PROFETA
 
 

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GIBRAN

Preferisco  essere   un   sognatore

fra  i   più   umili,

immaginando   quel    che   avverà,

piuttosto   che   essere   signore  fra   coloro

che  non  hanno   sogni   e   desideri ..........

 

Saul Bellow

l' uomo  non  vive   di   solo  sè.........   ma  del  sè    riflesso  nel  volto  di  suo   fratello
 

PER UN AMICO/A

Un vero amico sa ascoltare le tue parole... anche durante i tuoi silenzi.

 

GIBRAN IL PROFETA

Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcunaltro che dica:
<ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu>>.