aliantelibero
Sesso: M
Età: 36
Città: Lecce
Prov: Lecce
Reg: Puglia
Naz: Italia
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di me
Idealista disincantato ma resistente e persistente...
Serenamente consapevole dei propri tanti difetti, ma anche di quei, seppur pochi, pregi che comunque mi rendono capace di incuriosire e sorprendere.
Sicuramente non attraente e non interessante per chi cerca il maschietto tutto griffato e pose da spacciatore esclusivo d'omaggi donna per le notti più trendy della movida salentina. Ma di questo non mi faccio cruccio.
Nonostante tutto, ancora convinto dell'esistenza dell'Amore, attendo con pazienza d'inciamparci finalmente addosso... nel frattempo inganno l'attesa vivendo a pieno quello che la vita finora mi ha concesso:
- la mia storia, in cui s’intrecciano con vorticosità, e a volte caoticità, esperienze artistiche e professionali: garzone di barbiere, attore teatrale e di cortometraggi, commesso di supermercato, lavapiatti, musicista e danzatore popolare, impiantista elettrico, sindacalista, scrittore - autore teatrale, manovale, contadino, rappresentante porta a porta di cosmetici, operatore di call-center, educatore per l'infanzia, formatore...
- il mio lavoro attuale che mi permette di annegare nei sorrisi di anime d'angelo bambine rinchiuse in corpi da adulto, con la consapevolezza di esser talvolta anche io motivo di quei sorrisi -
Serenamente consapevole dei propri tanti difetti, ma anche di quei, seppur pochi, pregi che comunque mi rendono capace di incuriosire e sorprendere.
Sicuramente non attraente e non interessante per chi cerca il maschietto tutto griffato e pose da spacciatore esclusivo d'omaggi donna per le notti più trendy della movida salentina. Ma di questo non mi faccio cruccio.
Nonostante tutto, ancora convinto dell'esistenza dell'Amore, attendo con pazienza d'inciamparci finalmente addosso... nel frattempo inganno l'attesa vivendo a pieno quello che la vita finora mi ha concesso:
- la mia storia, in cui s’intrecciano con vorticosità, e a volte caoticità, esperienze artistiche e professionali: garzone di barbiere, attore teatrale e di cortometraggi, commesso di supermercato, lavapiatti, musicista e danzatore popolare, impiantista elettrico, sindacalista, scrittore - autore teatrale, manovale, contadino, rappresentante porta a porta di cosmetici, operatore di call-center, educatore per l'infanzia, formatore...
- il mio lavoro attuale che mi permette di annegare nei sorrisi di anime d'angelo bambine rinchiuse in corpi da adulto, con la consapevolezza di esser talvolta anche io motivo di quei sorrisi -
- la mia voglia di scoprire il mondo a "Sud di Dio" che mi ha permesso
di condividere il pane con i bambini degli orfanotrofi di Budapest e di
Sofia, di portare abiti caldi agli "abitanti" delle fogne di Bucarest,
di giocare a ping pong con i matti di Antalya, di campeggiare con i
"delinquenti" di Vilnius, di "raccontare cosa fa un educatore" agli
studenti futuri educatori di Riga, di giocolare con gli "HandyClown" di
Bruxelles, di teatralizzare Aristofane ad Atene, di sentirmi scavare il
volto dalle lacrime nell'atmosfea surreale di Auschwitz, di intentare
una pizzica
con i suonatori di Bodhràn di Kilkenny, di contare i buchi di
proiettile di cannoni nei muri delle case di Mostar, di disegnare con i
bimbi "disturbati" di Zagabria, di togliere una pietra dalle mani d'un
bimbo di Tel Aviv, di ascoltare il canto della vita dei piccoli indio
di Cayenne, nell'amazzonia francese...
- le mie passioni per la poesia e il teatro che mi hanno fatto
incontrare e lavorare con straordinari artisti di terre vicine e
lontane e mi concedono la possibilità di dar voce e forma alle mie
emozioni più profonde -
- i miei amici più sinceri... quelli che hanno saputo andare oltre le apparenze, che hanno sostenuto le mie scelte più ardite, che hanno brindato ai miei successi ma che non sono spariti quando c'era da medicare le ferite degli errori -
- i miei genitori, che pur non condividendo le mie scelte non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno...
- mio fratello, poeta, pittore, attore, scrittore, giocoliere, velista, scultore, decoratore... e tutto questo alla faccia di quanti in lui si ostinano solo a vedere "lo scemo del villagio"
- i miei amici più sinceri... quelli che hanno saputo andare oltre le apparenze, che hanno sostenuto le mie scelte più ardite, che hanno brindato ai miei successi ma che non sono spariti quando c'era da medicare le ferite degli errori -
- i miei genitori, che pur non condividendo le mie scelte non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno...
- mio fratello, poeta, pittore, attore, scrittore, giocoliere, velista, scultore, decoratore... e tutto questo alla faccia di quanti in lui si ostinano solo a vedere "lo scemo del villagio"
PER RISPONDERE A QUALCUNO
Non sono un missionario o un crocerossino e sinceramente sono anche nauseato dal falso
perbenismo, dal volontariato ad ogni costo, dal fate bene fratelli
professato per sciacquarsi un pò la coscienza...
La mia vicinanza al mondo della gente che vive a Sud di Dio è forse più egoistica che altruisitica. In questo mondo ho solo trovato un pò di "purezza in più"
Niente più di una parola, o di un sorriso o di una carezza. Solo questo... ma maledettamente veri e maledettamente sentiti che non puoi non pensare che forse è proprio così, in come la vedono loro, che il mondo potrebbe girare nel verso giusto.
Paradossalmente la verità si nasconde quasi sempre nel banale...
Mio fratello per esempio... uno dei tanti nati verso la fine degli anni 60, quando i parti si facevano in casa e il nascituro doveva affidare la sua buona sorte nelle mani di qualche buona praticona...
ma lui non ebbe culo... una banale complicazione, una levatrice non abbastanza praticona e un principio di embolia che danneggia alcune aree del cervello.
risultato?
un disturbo dell'apprendimento che oggi, a 40 anni, lo porta a comportarsi come un bambino di 5-6. non è pericoloso, non è scemo... è solo un bambino esiliato in un corpo da adulto...
La mia vicinanza al mondo della gente che vive a Sud di Dio è forse più egoistica che altruisitica. In questo mondo ho solo trovato un pò di "purezza in più"
Niente più di una parola, o di un sorriso o di una carezza. Solo questo... ma maledettamente veri e maledettamente sentiti che non puoi non pensare che forse è proprio così, in come la vedono loro, che il mondo potrebbe girare nel verso giusto.
Paradossalmente la verità si nasconde quasi sempre nel banale...
Mio fratello per esempio... uno dei tanti nati verso la fine degli anni 60, quando i parti si facevano in casa e il nascituro doveva affidare la sua buona sorte nelle mani di qualche buona praticona...
ma lui non ebbe culo... una banale complicazione, una levatrice non abbastanza praticona e un principio di embolia che danneggia alcune aree del cervello.
risultato?
un disturbo dell'apprendimento che oggi, a 40 anni, lo porta a comportarsi come un bambino di 5-6. non è pericoloso, non è scemo... è solo un bambino esiliato in un corpo da adulto...
ci ho messo un'infanzia passata ad essere il fratello dello scemo ed
un'adolescenza a prendere e dare botte a quelli che lo sfottevano, per
capire 'sta cosa.
poi c'è stata la prima maturità, passata a contare le schiene di "amori" che si dileguavano come neve al sole, quando capivano che mio fratello avrebbe sempre fatto parte della mia vita e mai avrei permesso che venisse rinchiuso in un manicomio con il nome bello... "comunità terapeutico riabilitativa"...
Ho passato buona parte della mia vita a maledire quella levatrice... ma poi...
poi ho capito che non serviva ad un cazzo... e questo me l'hanno insegnato prorpio "quelli" come mio fratello.
no, il mondo non è bello di per se... non sono così incantato da credere a questa favola e non sono il coniglietto rosa che scorrazza quà è là sui prati della beatitudine piantando fiori colorati e facendo fioretti
credo invece nelle piccole, a volte minuscole favole che nascono a dispetto di questo mondo... nelle piccole traiettorie di vita che si incontrano e si riconoscono, creando calde stanze di luce nel buio...
il mondo non è bello, ma sono belle alcune vite, o alcuni momenti della vita... e ognuno di noi può passare il tempo a commiserarsi e maledire quanto faccia schifo tutto il resto, oppure a rincuorarsi e cercare questi stracci di meraviglia...
io ho scelto questa seconda via... e ci sto bene...
poi c'è stata la prima maturità, passata a contare le schiene di "amori" che si dileguavano come neve al sole, quando capivano che mio fratello avrebbe sempre fatto parte della mia vita e mai avrei permesso che venisse rinchiuso in un manicomio con il nome bello... "comunità terapeutico riabilitativa"...
Ho passato buona parte della mia vita a maledire quella levatrice... ma poi...
poi ho capito che non serviva ad un cazzo... e questo me l'hanno insegnato prorpio "quelli" come mio fratello.
no, il mondo non è bello di per se... non sono così incantato da credere a questa favola e non sono il coniglietto rosa che scorrazza quà è là sui prati della beatitudine piantando fiori colorati e facendo fioretti
credo invece nelle piccole, a volte minuscole favole che nascono a dispetto di questo mondo... nelle piccole traiettorie di vita che si incontrano e si riconoscono, creando calde stanze di luce nel buio...
il mondo non è bello, ma sono belle alcune vite, o alcuni momenti della vita... e ognuno di noi può passare il tempo a commiserarsi e maledire quanto faccia schifo tutto il resto, oppure a rincuorarsi e cercare questi stracci di meraviglia...
io ho scelto questa seconda via... e ci sto bene...
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tra poesia e... realtà
Quanto tempo indugiando lungo l'orlo del dolore...
come consumato ubriaco che con l'indice tremante
scorre i bordi del vuoto ultimo bicchiere
Ma per quanto tarda, arriva sempre l'ora
in cui le botteghe dei vinai chiudono
senza cura per il passo malfermo
e il cuore in disuso del solitario avventore
Il ritorno a casa è dovere ineludibile.
La mia casa ha muri di tufo impastati con la speranza
e tetto che poggia su travi di sogno.
E c'è pure una grande stanza troppo poco abitata
e ormai piena di polvere ed illusioni.
Lasciatemi dormire oggi, così che possa
ritemprare il cuore e l'anima...
domani spalancherò porte e finestre
getterò via il ciarpame
e delle mie lacrime farò acqua miracolosa
per detergerne la polvere incrostata
La mia stanza migliore ha finestre
verso dove nasce il sole
e nella luce calda di una nuova aurora
con un sorriso profondo
e con il cuore sincero
ascolterò nella brezza mattutina
l'eco dei passi che riporteranno
la danza della felicità nella mia casa
come consumato ubriaco che con l'indice tremante
scorre i bordi del vuoto ultimo bicchiere
Ma per quanto tarda, arriva sempre l'ora
in cui le botteghe dei vinai chiudono
senza cura per il passo malfermo
e il cuore in disuso del solitario avventore
Il ritorno a casa è dovere ineludibile.
La mia casa ha muri di tufo impastati con la speranza
e tetto che poggia su travi di sogno.
E c'è pure una grande stanza troppo poco abitata
e ormai piena di polvere ed illusioni.
Lasciatemi dormire oggi, così che possa
ritemprare il cuore e l'anima...
domani spalancherò porte e finestre
getterò via il ciarpame
e delle mie lacrime farò acqua miracolosa
per detergerne la polvere incrostata
La mia stanza migliore ha finestre
verso dove nasce il sole
e nella luce calda di una nuova aurora
con un sorriso profondo
e con il cuore sincero
ascolterò nella brezza mattutina
l'eco dei passi che riporteranno
la danza della felicità nella mia casa
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Abbiamo tutti fretta...
una
m a l e d e t t a
f o t t u t a
f r e t t a!
Fretta in ogni cosa, fretta di ogni cosa...
Anche fretta di aver fretta, che ci fa così interessanti ai nostri occhi, d'esser sempre sfuggenti, convintamente enigmatici nei nostri "scusa non ora, vado di fretta".
Ma per andar dove, poi? Per far cosa?
Figli di un Dio minorato, ormai... acquisito a buon mercato nei banchi di un fast food, abbinato ad un Big Menù tutto compreso, che ci vuol tempo a scegliere, e tempo noi, proprio non ne abbiamo.
Già, ci vuol tempo a scegliere. Scegliere di guardare negli occhi il mondo, di ascoltarne le parole dette in un sussurro, di fermarsi a giocare con un bambino... "come un bambino"... che siamo cresciuti troppo in fretta e neanche abbiam imparato a farlo.
Scegliere di fermarsi per un maledettissimo infinito minuto, e non bruciare sempre tutto nella frenesia isterica di una corsa dalle mille mete disposte lungo un cerchio che ci riporta al punto di partenza, ma più stanchi, nevrastenici e indisposti verso chi ci è vicino.
Scegliere di fermarsi quel maledettissimo infinito minuto con quella lei o quel lui che vorremmo, quel fottutissimo minuto che fa la differenza fra l'ascoltarsi, scoprirsi e forse innamorarsi e un frettoloso scoparsi in una strada di periferia o in un cesso di discoteca.
Ma per innamorarsi ci vuol tempo, e anche pazienza... molto più che per infilare un profilattico e affondare nelle carni anonime di volti sconosciuti frettolosamente pescati nelle pieghe di una notte alcolica e sballata.
Ma di tempo e pazienza noi non disponiamo, perchè abbiam tutti una gran fretta di... Vivere...
Così tanta, da non poter concedersi certo il lusso di sprecar tempo a capire cosa poi, questa Vita, sia.
una
m a l e d e t t a
f o t t u t a
f r e t t a!
Fretta in ogni cosa, fretta di ogni cosa...
Anche fretta di aver fretta, che ci fa così interessanti ai nostri occhi, d'esser sempre sfuggenti, convintamente enigmatici nei nostri "scusa non ora, vado di fretta".
Ma per andar dove, poi? Per far cosa?
Figli di un Dio minorato, ormai... acquisito a buon mercato nei banchi di un fast food, abbinato ad un Big Menù tutto compreso, che ci vuol tempo a scegliere, e tempo noi, proprio non ne abbiamo.
Già, ci vuol tempo a scegliere. Scegliere di guardare negli occhi il mondo, di ascoltarne le parole dette in un sussurro, di fermarsi a giocare con un bambino... "come un bambino"... che siamo cresciuti troppo in fretta e neanche abbiam imparato a farlo.
Scegliere di fermarsi per un maledettissimo infinito minuto, e non bruciare sempre tutto nella frenesia isterica di una corsa dalle mille mete disposte lungo un cerchio che ci riporta al punto di partenza, ma più stanchi, nevrastenici e indisposti verso chi ci è vicino.
Scegliere di fermarsi quel maledettissimo infinito minuto con quella lei o quel lui che vorremmo, quel fottutissimo minuto che fa la differenza fra l'ascoltarsi, scoprirsi e forse innamorarsi e un frettoloso scoparsi in una strada di periferia o in un cesso di discoteca.
Ma per innamorarsi ci vuol tempo, e anche pazienza... molto più che per infilare un profilattico e affondare nelle carni anonime di volti sconosciuti frettolosamente pescati nelle pieghe di una notte alcolica e sballata.
Ma di tempo e pazienza noi non disponiamo, perchè abbiam tutti una gran fretta di... Vivere...
Così tanta, da non poter concedersi certo il lusso di sprecar tempo a capire cosa poi, questa Vita, sia.
Avrò cuore gioco forza esulato dal mio divenire
desiderando il mio poter essere
ben diverso dal mio esser stato
Avrò ferreo, meccanico
palpito esasperato/esasperante
di salvifica falsità tranquillizzante.
Avrò coscienza diluita
in gesti e parole
di liturgia privata, accomodante.
Io, frammento destabilizzato, polverizzato
necessito di un Dio un po' meno Dio forse
ma più vicino alle mie lacrime.
><><><><><><><><><><><><><><><><><><
Non Dio il carnefice, No!
...ma lo svenduto commiserar se stessi
lacrimando e attendendo...
Dove l'orgoglio del cuore vivo?
Dove il rifiuto della disfatta?
Urlare, lottare, dissentire...
- guadagnar dignità al
piagnucoloso turbamento -
Come scaltro mercante
che di mediocre vino andato a male
per virtuoso aceto ne canta le lodi...
tratto da "a Sud di Dio - dialogo poetico in canto e controcanto" di L. Spagnolo
desiderando il mio poter essere
ben diverso dal mio esser stato
Avrò ferreo, meccanico
palpito esasperato/esasperante
di salvifica falsità tranquillizzante.
Avrò coscienza diluita
in gesti e parole
di liturgia privata, accomodante.
Io, frammento destabilizzato, polverizzato
necessito di un Dio un po' meno Dio forse
ma più vicino alle mie lacrime.
><><><><><><><><><><><><><><><><><><
Non Dio il carnefice, No!
...ma lo svenduto commiserar se stessi
lacrimando e attendendo...
Dove l'orgoglio del cuore vivo?
Dove il rifiuto della disfatta?
Urlare, lottare, dissentire...
- guadagnar dignità al
piagnucoloso turbamento -
Come scaltro mercante
che di mediocre vino andato a male
per virtuoso aceto ne canta le lodi...
tratto da "a Sud di Dio - dialogo poetico in canto e controcanto" di L. Spagnolo
...fantasie letterarie
[...] Guardiamo entrambi verso il mare. Il suo sguardo è perso verso
l’orizzonte… chissà quali immagini si disegneranno nella sua mente,
quando proverà a ripensare a questo momento.
I miei occhi sono, invece, fissi sulla battigia. Osservo la risacca e ripenso alle fantasiose teorie del professor Bartleboom, stravagante e stranito personaggio di un romanzo che spesso leggevamo insieme.
Chissà se esiste davvero quel punto che lui cercava.
Quel punto dove non è più mare, ma dove non è ancora terra.
Se esiste, quello dev’essere un punto dove nessuna cosa, nessuna storia può causarti mai davvero dolore.
E se esiste qui, su questa stupida terra, deve per forza anche esistere sul cuore... un punto da dove poter guardare la risacca dei ricordi senza farsi male.
tratto da "atto definitivo"
racconto pubblicato su:
http://www.musicaos.it/testi/2005/gennaio/spagnolo.htm
I miei occhi sono, invece, fissi sulla battigia. Osservo la risacca e ripenso alle fantasiose teorie del professor Bartleboom, stravagante e stranito personaggio di un romanzo che spesso leggevamo insieme.
Chissà se esiste davvero quel punto che lui cercava.
Quel punto dove non è più mare, ma dove non è ancora terra.
Se esiste, quello dev’essere un punto dove nessuna cosa, nessuna storia può causarti mai davvero dolore.
E se esiste qui, su questa stupida terra, deve per forza anche esistere sul cuore... un punto da dove poter guardare la risacca dei ricordi senza farsi male.
tratto da "atto definitivo"
racconto pubblicato su:
http://www.musicaos.it/testi/2005/gennaio/spagnolo.htm
