Area personale
- Login
Mi trovi anche...
ULTIMA ORA
.. NEL DELTA NON C'E' BRACCONAGGIO....
Links preferitiLA CACCIA UCCIDE L'AMORECACCIA DA APPOSTAMENTOPER SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI Contatore |
Sesso: M
Età: 111 Città: NON AMO I CONFINI Provincia: Stato Estero Regione: Stato Estero Nazione: Cecoslovacchia MANIFESTAZIONE ANTICACCIA 2008
Vicenza
Domenica 21 Fin dal mattino sarà allestito ULTIM'ORAUCCISO L'ORSO JJ3 VERGOGNA!!! ANIMALI: UCCISO ORSO JJ3, LAV: ATTO SCELLERATO E DA CONDANNARE SENZA RISERVE GAZEBO IN ROSALa LAC ha deciso di fare un intervento dimostrativo nella zona più colpita, MORIA DI FENICOTTERI NEL DELTA DEL PONelle ultime 48 ore un gruppo speciale di investigatori della Forestale al comando del Vice questore aggiunto Isidoro Furlan stanno eseguendo una lunga serie di monitoraggi anche nelle valli di caccia private. Nei pressi delle aree dove è maggiore l'attività venatoria si eseguono una lunga serie di carotaggi del suolo. Un'operazione non semplice - ostacolata anche dalle avverse condizioni meteo - che si avvale di un sistema Gps. Viene anche utilizzato un sofisticato metal detector che, posto a una quindicina di centimetri dalla superficie dell'acqua, segnala con lunghi sibili le zone ad alta densità di metallo I tecnici dell'Arpav (Azienda regionale per l'ambiente del Veneto) dovranno ora stabilire quali aree evidenziano la maggiore quantità di piombo. Nel frattempo vengono raccolti anche campioni di acqua e di alghe. In pericolo branzini e orate Queste zone - ammette con un certo imbarazzo il responsabile della Forestale - sono particolarmente ricche di allevamenti di pesci pregiati come branzini e orate. La preoccupazione che questi pallini possano essere ingeriti dai pesci è fondata. Si innescherebbe così una sorta di catena alimentare da monitorare con grande attenzione per le ricadute sulla salute umana. Resta alta la soglia di attenzione. In attesa delle analisi dei vari istituti preposti, i carotaggi e i campionamenti delle valli lagunari continuano senza sosta. Bonificare queste aree dalla presenza di piombo potrebbe e dovrebbe essere la sola strada per salvare i fenicotteri. Ma non solo. FENICOTTERI E PIOMBOMoria di fenicotteri nell'alta valle del Po. Sono decine e decine le carcasse trovate dalla Forestale e dai tecnici del settore avifauna della Provincia nelle acque della Valle Pozzatini. L'allarme è scattato la settimana scorsa, quando alcuni volontari del Wwf hanno visto galleggiare alcuni fenicotteri sulle acque increspate di una grande riserva privata di caccia . «Siamo preoccupati», spiega il Comandante regionale della Forestale Alberto Colleselli: «sui fondali dove i fenicotteri vanno alla ricerca di cibo abbiamo riscontrato un altissimo numero di pallini di piombo». Gli animali ancora in vita sono trasferiti in tutta fretta a bordo di alcune auto presso il centro recupero animali selvatici del Benvenuto di Pollesella. Una corsa contro il tempo. E purtroppo per alcuni di loro è troppo tardi. «Confermo che la causa del decesso di questi fenicotteri è da addebitarsi ad avvelenamento da pallini di piombo», afferma Luciano Taricone, veterinario responsabile del Centro. «Le radiografie fatte ne hanno evidenziato la presenza in un numero molto elevato». MOLTI FENICOTTERI MORTIDue esemplari sono stati inviati al centro recupero «Il Pettirosso» di Modena e vengono sottoposti a terapia intensiva. «Difficile ipotizzare se riusciranno a superare le prossime 48 ore», ci confida un volontario, «le loro condizioni sono critiche». Tutte le carcasse, invece, vengono inviate all'Istituto di zooprofilassi per gli accertamenti tossicologici. Dalle prime indiscrezioni i tecnici avrebbero accertato nel corso delle autopsie una elevata quantità di pallini (da 30 a 50) in ogni esemplare. Ma perché i fenicotteri stanno morendo? Per favorire la caccia il livello di acqua di queste valli della laguna veneta è tenuto volutamente basso (intorno ai cinquanta centimetri) così da favorire la sosta degli anatidi e consentire loro di alimentarsi di una sorta di «pastura», una miscela di granoturco e granaglie distribuita durante la stagione venatoria per attirare la selvaggina. Questa distribuzione avviene in un raggio di alcune centinaia di metri dalle postazioni fisse per la caccia (le cosiddette «botti») da dove i cacciatori nascosti cacciano le anatre. Inevitabile la ricaduta al suolo e sul fondo delle lagune di migliaia e migliaia di pallini. I fenicotteri, alimentandosi in questi specchi d'acqua, ingeriscono così insieme al granoturco anche i pallini di piombo. Sarebbero necessari, a detta degli esperti, decine di anni perché avvenga la loro totale degradazione sia nel suolo che nei sedimenti delle zone umide. Secondo i dati ufficiali lo scoro anno sono stati uccisi 70 mila anatidi. Ovvero, 70 mila cartucce. E chissà quante ce ne sono disseminate su queste aree. MANIFESTAZIONE ANTICACCIACiao a tutti il 15 settembre si è svolta la giornata nazionale anticaccia organizzata da Lav - Lac - Enpa - Oipa e a cui hanno poi aderito moltre altre associazioni (oltrelaspecie, noallacaccia ecc). I partecipanti sono stati numerosissimi ( la questura parla di un migliaio) in realta' eravamo 3.000! La manifestazione ha visto radunarsi tutte le associazioni in piazza della repubblica a firenze. Alle 14.30 il corteo è partito attraversando tutto il centro di firenze tutto molto folkloristico, colori e suoni hanno reso ancor più allegra la manifestazione, all'inizio del corteo un gruppo di percussionisti fiorentini che ha dato molto movimento al folto gruppo con i loro suoni. Si è svolta tutta la manifestazione all'insegna della gioia di vivere per l'occasione erano state allestite in alcune attivita' commerciali del centro delle oasi vegan perchè tengo a ribadire siamo contro la caccia ma anche contro gli allevamenti intensivi, le pellicce, il randagismo ecc. Il corteo è durato fino alle 17 poi di nuovo tutte le associazioni riunite in piazza della republica chiusura della manifestazione con gli interventi di Massimo Vitturi responsabile nazionale Lav settore fauna e dell'On.Mellano. ordinatamente poi ognuno è tornato chi ai pullman allestiti per l'occasione chi al treno o alle macchine.stamattina alle 5 un folto gruppo di attivisti è andato in zona di caccia per un sonoro concerto a favore della fauna selvatica ed alla faccia dei cacciatori..ripeto la fauna selvatica è un bene INDISPONIBILE dello stato e noi tutti siamo lo stato non solo quel sparuto numero di cacciatori che esistono ancora in Italia ULTIM'ORA!CACCIA, 115MILA DOPPIETTE IN ATTESA IN TOSCANA La preapertura è prevista per l'1 e il 2 settembre. Sono circa 115 mila le doppiette che in Toscana si apprestano a riprendere la propria attivita' in vista della preapertura della caccia prevista per l'1 e il 2 settembre. Si potra' sparare a merlo, tortora e colombaccio, mentre la stagione vera e propria partira' invece il 16 settembre per concludersi il 31 gennaio del prossimo anno. Polemiche in questi giorni tra associazione venatorie e ambientalisti si sono verificate sulla questione della caccia in deroga dello storno a partire gia' dai primi due giorni di preapertura. Lunedi' la giunta toscana e' chiamata a discutere della preapertura e di una deroga temporanea per la caccia allo storno. Nei mesi scorsi e' stato inoltre approvato il nuovo piano faunistico venatorio regionale per gli anni 2007-2010. Nel complesso la Toscana rimane tra le realta' italiane dove le doppiette sono piu' presenti nonostante un continuo calo negli anni. Nel 1978 nella regione si contavano infatti 280 mila cacciatori, per arrivare ai circa 115 mila di oggi, su circa 700 mila in tutta Italia, e di cui molti ormai sopra i 70 anni. In media ogni anno in Toscana vengono immessi, nei territori cosiddetti a caccia programmata, 136.700 fagiani, 17.600 starne, 17.200 quaglie, 13.600 pernici, 8200 lepri e 1700 germani. Secondo alcune stime, ogni anno per la propria passione un cacciatore toscano spende in media 7-800 euro, di cui circa 400 per le tasse venatorie e per iscriversi agli Atc. Il resto della spesa per il cacciatore rappresenta soprattutto il vestiario e le necessarie attrezzature a partire dalle cartucce. LE VOLPI DI ROVIGO SONO SALVE!! Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva, presentata dalla LAV, del provvedimento della Provincia di Rovigo che disponeva l'abbattimento delle volpi negli anni 2007 e 2008. Secondo i Giudici del Consiglio di Stato mancano le motivazioni che giustifichino l'abbattimento, non potendo queste essere indicate nel "mero interesse alla caccia di specie animali antagoniste della volpe", e in considerazione del fatto che non risulta verifica da parte dell'INFS di metodi di contenimento alternativi all'abbattimento. Tale decisione annulla la precedente sentenza del TAR Veneto, che aveva dato ragione alla Provincia di Rovigo e agli interessi dei cacciatori, salvando di fatto centinaia di volpi e di loro cuccioli, colpevoli di essere i naturali predatori di alcune specie d’interesse venatorio (primariamente Lepre e Fagiano). Lo sterminio sarebbe dovuto avvenire tra febbraio e maggio, ad opera dei micidiali “cani da tana”; che addestrati appositamente, in mute composte da due elementi, entrano nelle tane di volpe allo scopo di sbranare le madri con i loro cuccioli. Nel caso in cui la volpe fosse riuscita a fuggire, all’esterno della tana avrebbe trovato 23 cacciatori pronti a completare l’opera. La LAV ringrazia le centinaia di persone che hanno protestato, inviando e.mail all'Assessore provinciale alle Risorse faunistiche, contribuendo a mantenere viva l'attenzione sulla vicenda. Grazie per il tuo aiuto! PER SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI TRAFFICO UCCELLI DA RICHIAMOStroncato un traffico di uccelli da richiamo tra il Trentino e la Toscana
BRACCONAGGIOEstate, tempo di vacanze, ma non per i bracconieri. In Trentino i cacciatori saccheggiano i nidi per procurarsi i richiami per la caccia da appostamento, in varie parti d'Italia cacciatori e pescatori di frodo impiegano mezzi vietati per catturare uccelli, cinghiali, pesci. Non bastano l'emergenza incendi e un clima dalle caratteristiche estreme, tanto da mandare in tilt anche le api. La fauna italiana è costantemente sotto la pressione di uomini che pure sembrano appartenere ad un'altra epoca, costantemente impegnati nell'inventarsi sistemi per saccheggiare quel poco che resta, quasi fossero obbligati a procacciarsi il cibo in natura come nell'antichità. Che sia una reazione a un mondo sempre più virtuale e tecnologico? Poco importa, la drammaticità di un paese che non sa evolversi nei comportamenti verso l'ambiente resta in tutta la sua gravità. LE BIDONVILLE DEI CINGHIALAI MAREMMANI"La caccia: una magnifica esperienza a contatto con la natura", si legge su un sito di e per cacciatori, fra puntatori del mouse che si trasformano in mirini quando toccano un link e pagine di istruzioni per l'uso di quegli strumenti di tortura che sono i radiocollari. Ma andiamo con ordine. Nella primavera scorsa, mentre raccoglievo il materiale che poi è andato a comporre l'articolo Il cacciatore che ama il suo cane mi è capitato fra le mani un documento che ha immediatamente attirato la mia attenzione. Ho contattato il suo autore per chiedergli chiarimenti, delucidazioni, prove. Mi ha confermato tutto: le campagne maremmane pullulano di vere e proprie squallide bidonville, al di sotto di ogni limite tollerabile di decenza, in cui sono rinchiusi centinaia - forse non è esagerato dire migliaia - di cani di "proprietà" dei cacciatori di cinghiali. PER SAPERNE DI PIU' CLICCAQUITRADIZIONI VIOLENTECLICCA QUI Spazio amici |
BRACCONAGGIO NEL DELTA DEL POMattanza in valle, 780 anatre abbattute Rovigo - Operazione in grande stile della polizia provinciale che ieri intorno alle 14.30 in una valle privata del Delta in Comune di Porto Tolle è riuscita a mettere le mani su un ingente quantitativo di anatre abbattute oltre il limite giornaliero consentito.Ben 580 i capi di anatidi di varie specie sono stati sequestrati dagli uomini del comando provinciale su un totale di 780 uccelli abbattuti. La regola dice che non si possono abbattere più di 25 capi per cacciatore. In tutto quindi non dovevano essere abbattute più 200 anatre. Tra l'altro, a caccia ieri, nella valle teatro dell'episodio, c'era anche lo stesso concessionario e sembra che a giustificazione dell'eccessivo numero di capi abbattuti, sia stata portata l'ipotesi che si trattasse di uccelli colpiti dai cacciatori delle lagune libere e poi finiti dentro al perimetro della valle cadendo. In realtà, i conoscitori delle dinamiche venatorie legate alla meteorologia, come ben sanno anche i vigili provinciali, nelle giornate di bora come ieri, portano gli uccelli a rifugiarsi dentro alle valli circondate da alti argini. Gli appostamenti nelle lagune libere difatti erano pressoché deserti mentre dentro alla valle è stata mattanza. Rimane tuttavia quasi impossibile sapere a chi imputare l'eccesso di capi abbattuti e il verbale è a carico di ignoti. L'episodio comunque non fa altro che confermare le riserve sul liberismo venatorio delle valli private. SATURNISMO NEL DELTA DEL POROSOLINA (RO) Trovati morti dieci fenicotteri rosa "Intossicazione acuta da piombo" Rovigo, 17 novembre 2007- Ritrovati morti dieci esemplari di fenicotteri rosa nel Comune di Rosolina, nella Valle Pozzadini. La scoperta è avvenuta grazie a una segnalazione telefonica agli agenti del Corpo forestale dei Comandi Stazione di Adria Dai primi esami eseguiti dai veterinari del Centro Recupero di Modena su due uccelli morti, il decesso è riconducibile a intossicazione acuta da piombo. All'interno dello stomaco dei due animali sono stati ritrovati rispettivamente 17 e 55 pallini da caccia, che hanno intossicato i fenicotteri. L'avvelenamento è stato probabilmente provocato dall'assorbimento, attraverso l'apparato digerente, di piombo metallico che ha causato occlusione intestinale e picacismo. Assieme ai dieci esemplari morti sono stati recuperati anche cinque fenicotteri rosa vivi. Due sono stati trasportati presso la Clinica di Sasso Marconi in provincia di Modena e tre presso il Cras (Centro Recupero Animali Selvatici) di Polesella in provincia di Rovigo. Purtroppo durante il trasporto a Polesella due dei tre fenicotteri sono morti; l'unico sopravvissuto è ora in terapia intensiva, mentre sembrano stazionarie le condizioni dei due esemplari trasportati presso la Clinica di Sasso Marconi per le cure del caso. IL GRIDO DI CHI NON PUO' PARLARECAPANNI NEL DELTA DEL POQUELLO CHE VEDETE IN FOTOGRAFIA E' UN CAPANNO DA CACCIA NEL DELTA DEL PO I CACCIATORI SI FANNO PORTARE CON LE BARCHE E ALL'INTERNO DI QUESTI FANNO STRAGE DI ANATIDI, PER LO PIU', UCCELLI CHE HANNO PERCORSO MIGLIAIA DI KM PER RIPOSARSI, IN ATTESA DI RIPARTIRE PER SVERNARE NEI PAESI CALDI. ATTIRATI MOLTE VOLTE CON RICHIAMI ACUSTICI ASSOLUTAMENTE VIETATI DALLA LEGGE. .. NEL DELTA NON C'E' BRACCONAGGIO....
|
|||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||










L'operazione è stata condotta dal personale della Stazione forestale di Denno, comandata dall'ispettore forestale Paolo Abram, nella bassa Valle di Non. L'attività illecita viene svolta sia nel periodo primaverile con la cattura delle nidiate nei frutteti, sia in estate con la cattura di turdidi adulti mediante richiami elettronici e reti. Tale avifauna viene poi smistata nei vari mercati per lo più del centro e nord Italia, ad un valore di circa 50 euro ad esemplare, per poi essere rivenduta come richiamo vivo, a prezzi assai maggiori, agli appassionati di caccia alla migratoria da capanno. 






