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Ci si chiede tanto,

ci si prova, ci si accarezza,

ci si abbraccia, ci si bacia,

ci si morde anche a vicenda,

ci si restituisce la carne scambiata,

ci si tirano le ossa. Vero,

come ci si salva ognuno

sotto le proprie costole.

Vero come l'acqua,

che ognuno è la propria isola,

proprio come prima.

 
 
 

Incontro per il the

allungato al limite.

Zuccheriera a pezzi.

Lo scatto sul davanzale

delle formiche

a distanza di sicurezza.

Spifferi affilati

di un gelido vento.

Il coltello nascosto,

figuriamoci il resto.

Fermezza di cambiamenti

a tavolino.

Il prezzo per il dolce nel piatto,

sui lati il salato,

per il resto,

conservare lo scontrino.

 
 
 

Sovrappensiero.

Sostantivi,

diminutivi,

abbreviativi.

Non c'era bisogno

di tutti quegli interrogativi.

Era sempre il tuo nome,

e buoni motivi nella ghiacciaia.

E nello scomparto sotto,

prossimo alla scadenza,

dimenticando il lieto fine.

 
 
 

I sorrisi sono contagiosi

almeno quanto gli sbadigli

ma direi molto più interessanti.

Non c'è nulla di meglio

di quel suo sorriso al mattino

dopo essersi svegliato.

Lo consiglio a tutte, o quasi.

 
 
 

Le porte dimenticate aperte

ed in mezzo la ragnatela.

Che tu sia vittima o carnefice,

il ragno comunque non c'era.

Era dietro le bottiglie

a nascondere lo sforzo,

ottimista in ricognizione,

che può essere sempre l'ora

dei buoni bocconi

il giorno che hanno inventato

il giorno delle tentazioni.

Che il problema non è solo trovare

ma anche non farsi schiacciare.

Munirsi di affetti ma non troppo,

quantomeno alleggerire il carico.

 
 
 

Oh Vincent che con la strabiliante mano ci hai deliziato il paesaggio, le lune accese cantate nel fossato, l'amore piovuto, il cuore fertile a tratti assente, radiografia ingorda di carne e il riassunto delle puntate rimanenti, con l'annaffiatoio rimasto tra i denti, proprio nel punto delle possibilità impossibili, tracimo placido del mio lavello, dovesse succedere, orientarsi verso la boa, corsia d'emergenza, l'infermiere suona al campanello accanto alla porta, rischiara un respiro, prepara un sorriso, che non siamo finiti del tutto,  forse ci si potrebbe affidare far schiumare tra le onde certi nirvana.

 
 
 

Abbiamo imparato

di più dalla strada che dalla scuola,

dalla televisione che dai genitori,

e sapete cosa abbiamo imparato ?

A credere nelle favole.

 
 
 

 
 

Mi descrivo

L'amore è la saggezza del folle o la follia del saggio, ?!
 
 

Spazio amici

Vieni a fare parte del mio spazio amici!
 
 

Amo & odio

Tre cose che mi piacciono

buonissimissime ragioni 
come disintossicarsi dai social 
i guerrieri della galassia :) 
 

Tre cose che odio

la domanda impossibile 
il gallo cedrone e la gallina 'mbriaca 
conformismi e catene 
 
 

Dettagli

Lingue conosciute

Francese
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I miei interessi

arte
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Gen. musicale

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Gen. cinematografico

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vegetariana
 

La vacanza OK

mare, sole e spiagge incontaminate!

La vacanza KO

tour gastronomico

La meta dei miei sogni

Irlanda e Scozia
Caraibi
 

Stato civile

separato/a
 
 
 

M'ama, non m'ama più,

fioritura indecisa.

Finestre in placida crisi d'asma.

Monitor con l'audio zero

per sentire la gentilezza

dell'infermiere appena può,

ad alleviare l'incidente d'anime

e tutti gli incredibili scherzi della natura.

 
 
 

 
 
 

Cuore, che te ne vai, migrante e randagio.

La solitudine a volte è la scelta giusta.

Alle domande, la migliore medicina.

 
 
 

E tu che ne sai,

del cuor che colpisti.

Esso donar saprà

quell'azzurro, e

dei sassi

l'insensibilità.

 
 
 
Solitudine, stella, scogliera, e tutto quel valse il bianco affanno della vela.