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GORGESGURDJIEFF


Sesso: M
Età: 47
Città: Vittorio Veneto
Provincia: Treviso
Regione: Veneto
Nazione: Italia
 
 
 

WILHELM REICH

Sono forse un uomo dello spazio? Appartengo a una nuova razza terrestre creata dall'accoppiamento tra gli elieni e le donne umane? Rivendico il mio diritto a ponderare queste teorie e pormi queste domande senza essere minacciato da nessuna agenzia amministrativa o società. Per quella rigida, dottrinale ed egoista gerarchia di censura scientifica sempre pronta a uccidere non è possibile pubblicare queste idee. .. Sono proprio le domande che derivano da queste speculazioni ciò che gli amministratori della coscienza controllata temono .. Ma entrando nell'era cosmica dovremmo urlare a gran voce il nostro diritto a chiedere domande nuove, persino stupide, senza essere importunati da nessuno.

 
 
 

Mi descrivo

Uno specchio che riflette l'esistenza
 
 
 

Amo & odio

Tre cose che mi piacciono

Musica 
Lettura 
 
 

Tre cose che odio

Cerco di non odiare 
 
 
 
 
 

Dettagli

Nessun dettaglio
 
 
 

AL - GHAZALI

Gli uomini sognano.

Quando muoiono si destano

 
 
 

BHAGAVAD GITA

Dio, la persona suprema disse: sebbene tu dica sagge parole, ti affliggi per ciò che non è degno di afflizione. I saggi non si lamentano nè per i vivi nè per i morti.

Mai ci fu un tempo in cui non esistevamo. Io, tu e tutti questi re, e in futuro mai nessuno di noi cesserà di esistere.

Come l'anima incarnata passa, in questo corpo, dall'infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte. La persona saggia non è turbata da questo cambiamento. 

O figlio di Kunti, la comparsa non permanente della gioa e del dolore, e la loro scomparsa nel corso del tempo, sono simili all'alternarsi dell'inverno e dell'estate. Gioia e dolore sono dovuti alla percezione dei sensi, o discendente di Bharata, e si deve imparare a tollerarli senza esserne disturbati.

 
 
 

DEEPAK CHOPRA

Io sono un impulso dell'Universo, sono il cuore di un'onda di consapevolezza collettiva e sono venuto a fare quello che era il mio scopo.

E questo mi basta.

 
 
 

IL MIRACOLO PIU' GRANDE -OSHO

Io vi sto trasmettendo un Gesù sano, vi sto donando il vero Gesù. Il Gesù reale non è mai stato sulla croce, solo il corpo lo fu; il Gesù reale non morì mai, non può morire: nessuno di voi può morire, nulla muore mai; ciò che muore in realtà non è mai stato parte di voi. Muore ciò che non è essenziale, ciò che è essenziale permane e continua a vivere: nessuno ti può uccidere .. parlo di te, non del tuo corpo! Il tuo corpo può essere ucciso, ma tu sei così identificato con il corpo che, quando vedi Gesù sulla croce, pensi ci sia proprio lui! Gesù non fu mai su quella croce, neppure per un solo istante. Non può esserci stato: egli conosce se stesso, non c'è modo di crocifiggerlo. Quello è il significato nascosto del fenomeno della resurrezione: egli risorse perchè, fondamentalmente, non morì mai; se fosse morto non sarebbe stata possibile alcuna resurrezione. Solo il corpo, il guscio più esterno. venne ucciso

 
 
 

Dimensioni oltre il conosciuto - Osho

Il mondo dei nomi e delle forme è un prodotto dei sensi. Non è l'Esistenza. Tutto ciò che ha un nome e una forma è nato e morirà, mentre ciò che trascende ogni definizione e ogni forma è eterno. Non nasce nè morirà. Per cui quando Buddha dice che la sua nascita è stata simile a una bolla d'aria, si riferisce al duplice aspetto della bolla. Cosa contiene una bolla? Se penetriamo in una bolla d'aria scopriremo che contiene una piccolissima parte della stessa sostanza infinita che tutto pervade, racchiusa da una sottile pellicola d'acqua. Questa sottile pellicola ha imprigionato un frammento infinitesimale d'aria, e questa ha assunto la forma di una bolla. Naturalmente, come qualsiasi altra cosa, anche la bolla si espande. A forza di espandersi, scoppia e si rompe. Così l'aria contenuta nella bolla si ricongiunge all'aria che la circonda, e l'acqua torna all'acqua. Ma tutto quanto aveva preso vita per un breve attimo, era solo un' "esistenza arcobaleno". Nulla è mai mutato nell'aria e nell'acqua: anche se per un breve lasso di tempo una forma ha preso vita ed è morta, questi fenomeni rimangono immutati.

 
 
 

STORIELLA ZEN

Rinzai, un grande maestro zen, era seduto, quando si presentò un uomo che spinse la porta con forza - doveva essere in collera - e la fece sbattere rumorosamente. Quell'uomo era alterato .. subito dopo scalciò via le sue scarpe ed entrò nella stanza. Rinzai disse "aspetta, non entrare .. prima va a chiedere perdono alla porta e alle scarpe" L'uomo sbottò " Cosa stai dicendo? Ho sentito dire che la gente zen è matta e mi sembra vero; pensavo fosse solo una diceria. Che assurdità vai dicendo? Perchè dovrei chiedere perdono alla porta? La cosa mi sembra davvero imbarazzante .. inoltre, quelle sono le mie scarpe!" Al che Rinzai disse "Vattene! E non tornare mai più Se riesci ad essere in collera con le scarpe, perchè non dovresti chiedere loro scusa? Quando ti sei arrabbiato, non hai mai pensato che fosse sciocco andare in collera con delle scarpe .. se riesci a relazionarti con loro attraverso la collera, perchè non dovresti farlo attraverso l'amore? Un rapporto è un rapporto: la rabbia è una forma di relazione. Quando hai sbattuto la porta con tanta rabbia, ti sei rapportato a lei; ti sei comportato in maniera sbagliata, immoralmente .. e la porta non ti aveva fatto nulla! Prima va e chiedi scusa, altrimenti non entrare." Sotto l'impatto del silenzio di Rinzai, delle persone sedute con lui e della sua presenza .. in un baleno l'uomo comprese, comprese la logica di tutto ciò, era assolutamente evidente - se riesci ad essere in collera perchè non potresti essere in amore? chiedi scusa ..- per cui andò. Forse quella era la prima volta in tutta la sua vita: toccò la porta e gli occhi si riempirono di lacrime, non riuscì a trattenerle. E quando si inchinò di fronte alle sue scarpe, in lui avvenne un profondo cambiamento.
 
 
 

OSHO

Molte volte parlo contro Maometto o Mahavir o Buddha, e questo crea dei problemi. Parlo di loro con partecipazione profonda, eppure al tempo stesso parlo anche contro di loro. L'impressione che io sia in contrasto con queste persone dipende dall'eccessiva importanza data alla lampada da parte di chi mi ascolta: per quanto mi riguarda, ogni volta che rivelo intuizioni molto profonde, metto l'accento sulla luce. Per cui ogni volta che avete l'impressione che io sia in antagonismo con loro, ricordate che in quel caso la vostra attenzione è diretta verso la lampada e non verso la luce. Quando incontro una persona innamorata della lampada, del materiale con cui è fatta, mi è inevitabile parlare contro la lampada.Chi mi ascolta resterà confuso. E' naturale che accada, perchè per lui non esiste nessuna distinzione tra Mahavir visto come lampada e Mahavir in quanto luce eterna. Per lui la lampada e la luce sono la stessa cosa. Per questo, quando mi sembra che qualcuno sia troppo interessato alla lampada, mi metto in opposizione ad essa. Viceversa, quando ho la sensazione che si stia paralndo della luce, mi fondo totalmente con questo fenomeno. La differenza è questa!. 

 
 
 

OSHO - II

Vi è una differenza tra la lampada di Mahavir e la lampada di Maometto. E la differenza tra un giainista ed un mussulmano esiste solo a causa di questa differenza. Le lampade hanno diversa fattura. Anche la lampada di Cristo e la lampada di Buddha sono diverse: è inevitabile. Ma queste sono differenze fisiche, di contesto, di superficie. E non credo che quanti si fissano sulla forma e sull'aspetto esteriore riescano a vedere la luce, perchè chiunque vede la luce si dimentica immeditamente della lampada. E' impossibile che qualcuno si ricordi della lampada dopo aver visto la luce. Puoi ricordarti la lampada solo quando non vedi più la luce. La condizione del seguace è tale che egli può solo rimanere all'ombra della lampada e da lì spiare verso l'esterno. Da quel punto non è in grado di scorgere la luce: egli vede solo la forma della lampada. Ogni lampada ha una base diversa e al di sotto vi è un'oscurità profonda: lì sotto se ne stanno i seguaci a litigare sulle diverse basi.

 
 
 

OSHO III

Se mi riferisco al tuo corpo, ciò che dirò farà riferimento alla morte, ma se parlo di te, dirò che sei immortale. Non pensare che queste due affermazioni siano in opposizione: non si contraddicono affatto. Io non credo affatto che sia necessario operare un compromesso. Il tuo corpo è destinato a morire, la sua meta è la morte. Se credi di essere il corpo, e sei identificato col tuo corpo, affermerò con veemenza che morirai. Viceversa, se la discussione verte sull'anima, allora dirò che non sei neppure nato. Per cui sei non-nato ed immortale: la questione della morte non si pone neppure.

 
 
 

OSHO IV

Quando saliamo su una montagna vediamo diversi sentieri che portano alla cima, erti viottoli che si incrociano e si spezzano continuamente rendendo difficile il cammino. Ma una volta raggiunta la vetta gli stessi sentieri sembrano facilissimi. Quando arrivi a vedere ogni cosa nella sua totalità con un sol colpo d'occhio, ti accorgi che tutti i sentieri portano alla cima della montagna. Non sono lì per contrastarsi a vicenda, nè per impedirsi l'un l'altro il cammino. Mentre sali, tutti i sentieri, ad eccezione di quello che hai scelto, sembrano portare nella direzione sbagliata. Ma quando arrivi sulla vetta della montagna e guardi verso il basso, qualunque cosa tu dica finirà per creare confusione: sia che tu dica che tutti i sentieri conducono alla cima, sia che tu cominci a dire ad una persona che un sentiero è giusto e ad un'altra che lo stesso sentiero è sbagliato.