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Il Professore...
...Il Professore era l'unico che sapesse guardar con distacco a questo strano mondo nel quale gli uomini fanno ridere e piangere insieme...
...Particolare questo che spiegava il sorriso ironico che increspava le labbra del suo volto, né giovane né vecchio, né bello né brutto, la cura che metteva nel sostenere il ruolo del testimone che sta dietro le quinte...
Ma più che un personaggio il Professore è una sciarada...un gioco di specchi...
Forse il Professore cerca Te....
Caos...
Il caos è la tendenza ineluttabile e irreversibile di qualsiasi cosa: dall'atomo alla molecola,
dai pianeti alle galassie, dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande. Ha uno scopo esclusivamente distruttivo e guai se tenti di combatterlo, di mettere ordine nel disordine, dare un senso a ciò che non ha senso: anziché diminuire o indebolire, aumenta. Perché assorbe l'energia che impieghi nello sforzo, l'energia della vita. Se la mangia, se ne serve per arrivare più in fretta al traguardo finale che è la distruzione anzi l'autodistruzione completa dell'Universo, e vince sempre...
 
Il sonno
Improvvisamente nel buio del tunnel irruppe uno spiraglio di luce, e filtrò attraverso il sipario della mia indifferenza per portarmi la nostalgia di un mondo che avevo sepolto insieme al Fantasma. Ed insieme un bisogno irrefrenabile di esorcizzarlo, ed insieme, ancora, un odio irrefrenabile verso la cella che mi ero creato.
Chissà cosa è stato, forse la fragranza del tuo profumo, forse l'eco dei tuoi passi, forse il profilo del tuo volto che ormai mi accompagna durante il sonno delle ragione delle ore della luna...
Chissà cosa è stato, forse la fragranza del tuo profumo, forse l'eco dei tuoi passi, forse il profilo del tuo volto che ormai mi accompagna durante il sonno delle ragione delle ore della luna...
Chi ero?
Ancora una volta il sogno ricorrente di tutte le notti, in un'ora in cui la realtà si fonde con la immaginazione.
All'interno delle stanze una luce fioca, come di candela, la fiamma mossa da una brezza marina, un insolito vento di primavera.
Strano, avevo chiuso con cura porte e finestre.
Ed in penombra scorgo una figura dai lineamenti femminili, i capelli sciolti, è scalza, i lineamenti del volto indistinti, si intravede soltanto un sorriso che Le increspa le labbra.
Lo riconosco, è il solito sentiero che percorro alla ricerca del passato, voglio sapere chi ero
Le domando: dimmi chi ero, quando Tu eri Me, quando io ero Te.
Ma il fantasma non risponde, sembra ignorarmi...
Insisto, ma non risponde...
Per un attimo solleva lo sguardo ed incrocio i suoi occhi: all'interno l'ardore di un bosco che brucia di notte, brucia le passioni...
Ma è un istante. L'ombra fluttua, si dissolve...
Chi sei? esci allo scoperto...
Chi non accetta una sfida l'ha persa in partenza.
All'interno delle stanze una luce fioca, come di candela, la fiamma mossa da una brezza marina, un insolito vento di primavera.
Strano, avevo chiuso con cura porte e finestre.
Ed in penombra scorgo una figura dai lineamenti femminili, i capelli sciolti, è scalza, i lineamenti del volto indistinti, si intravede soltanto un sorriso che Le increspa le labbra.
Lo riconosco, è il solito sentiero che percorro alla ricerca del passato, voglio sapere chi ero
Le domando: dimmi chi ero, quando Tu eri Me, quando io ero Te.
Ma il fantasma non risponde, sembra ignorarmi...
Insisto, ma non risponde...
Per un attimo solleva lo sguardo ed incrocio i suoi occhi: all'interno l'ardore di un bosco che brucia di notte, brucia le passioni...
Ma è un istante. L'ombra fluttua, si dissolve...
Chi sei? esci allo scoperto...
Chi non accetta una sfida l'ha persa in partenza.
Eugenio Montale - Ho sceso un milione di scale.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Il Profeta
"Ecco il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare le rocce, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero”.
Primo Libro dei Re 19, 11-13
Inquietudine
Ho un gran bisogno di scriverti perché ho un gran bisogno di conversare con me stesso, farmi compagnia, superare l'inquietudine che all'improvviso mi innervosisce. Ed una delle cose che terrei a dire è proprio il fatto che il nostro personale destino viene sempre determinato da una catena di eventi tessuti dall'intrecciarsi o dal sovrapporsi di azioni non compiute da noi. In fondo è solamente la parola Destino. Ma adesso devo andare.Ti abbraccio, cara. Ti ringrazio d avermi aiutato a conversar con me stesso, farmi compagnia, superare l'inquietudine che mi innervosiva, e ti dico arrivederci.
Breve...
.....Vedi quant'è breve la vita! Troppo breve, troppo. Sia che tu sia fatta di parole anzi di carta, sia che tu sia fatta di carne, dura quanto un fiore del deserto. Di quei fiori che sbocciano al mattino per seccare al tramonto. Ho letto che sono molto belli, i fiori del deserto. Forse sono belli proprio perché durano lo spazio d'un giorno....
....Addio, cara, grazie. Anche se......Nemmeno tu esisti, lo sai. Sei anche tu un parto della fantasia, un'immagine riflessa da uno specchio, un aspetto o un possibile aspetto di me stesso: al medesimo modo in cui la mia burattinaia ha inventato me, io ho inventato te. Eppure mi hai dato più di quanto mi potesse dare una persona che esiste. Che la solitudine sia l'unica compagnia che abbiamo per non sentirci soli? Che la vera realtà sia la fantasia?
Forse un mattino andando in un'aria di vetro
Forse
un mattino andando in un'aria di vetro,
arida,rivolgendomi vedró compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco. Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
Eugenio Montale
Ossi di Seppia
arida,rivolgendomi vedró compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco. Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
Eugenio Montale
Ossi di Seppia
Il Silenzio...
E qualcosa succede...chiudo io la finestra...così non potrà entrare...un pensiero qualunque...che ti faccia del male...che ti faccia scordare...che è di te che ho bisogno...non confondere un sogno...con un vero sapore...
Devi farmi del male...devi prendermi tutto...il coraggio ed il dolore...e la mia fantasia...devi farmi un cappello da gettare nel fiume...e lasciarmi da solo in ginocchio...a pregare di raccogliermi ancora...DEVI VINCERE IL TEMPO...devi amare TE STESSA...per amarmi davvero...
Ed ora spegni la luce...così potrò vederti...come sempre ti ho vista...come quando non c'eri...come sempre ti ho vista...quando OGGI ERA IERI...come sempre ti ho vista...proprio come non sei...
E consuma il silenzio...per far si che un gesto...dalla pelle alla pelle...dalle frasi mai dette...per far si che tempeste tante volte vissute si trasformino in feste troppe volte volute...per far si che un momento valga a volte una vita...per far si che un lamento ti accarezzi le dita...per far si che un sussurro...non abbia rumore...
Devi farmi del male...devi prendermi tutto...il coraggio ed il dolore...e la mia fantasia...devi farmi un cappello da gettare nel fiume...e lasciarmi da solo in ginocchio...a pregare di raccogliermi ancora...DEVI VINCERE IL TEMPO...devi amare TE STESSA...per amarmi davvero...
Ed ora spegni la luce...così potrò vederti...come sempre ti ho vista...come quando non c'eri...come sempre ti ho vista...quando OGGI ERA IERI...come sempre ti ho vista...proprio come non sei...
E consuma il silenzio...per far si che un gesto...dalla pelle alla pelle...dalle frasi mai dette...per far si che tempeste tante volte vissute si trasformino in feste troppe volte volute...per far si che un momento valga a volte una vita...per far si che un lamento ti accarezzi le dita...per far si che un sussurro...non abbia rumore...
Tu, è ancora Notte...
Osservai,meglio in direzione della porta a vetri: nell'ingresso c'era una lampada, fioca, e nel suo chiarore non si intravedeva nessuno. Strano. Forse la preoccupazione che tu venissi da me era stata così acuta da penetrare la barriera del mio subconscio. Tornai a stendermi sul divano letto sperando di riaddormentarmi alla svelta.`Chiusi gli occhi e, quasi nello stesso momento, i passi che mi avevano svegliato rimbombarono una seconda volta, dietro la porta a vetri apparve la sagoma del tuo corpo. Nera, immota. Balzai in piedi trattenendo il respiro, rimasi a fissarne i contorni per un tempo che mi parve senza fine. La sagoma fluttuò, si staccò, si allontanò...
Lo Spazio...
Dentro il tunnel lo spazio non esisteva, il tempo non aveva tempo. Non vedevo mai nessuno, non rispondevo mai al telefono, non leggevo mai un giornale: il mio cervello era un muscolo che agiva esclusivamente in funzione della fatica in cui mi stavo distruggendo: ridare vita al Fantasma con il ricordo e la fantasia...
E' notte...

E' notte, il rimorso mi sveglia, ed inutilmente ripeto a me stesso che nulla può bastare a spiegarti che non bisogna pensare alle porte che abbiamo chiuso dietro di noi perchè tutte le volte che una porta si chiude noi ci troviamo di fronte al dilemma definitivo, o me o te, o il bianco o il nero, e nella scelta dell'una o dell'altra in ogni modo si esaurisce la libertà.
Per esempio
Per esempio, tu scegli di vivere e ti incammini per la strada che credi più facile perchè ha senso unico ed è priva di curve ma sai benissimo che per un guasto al motore o un improvviso malessere puoi rovesciarti in un fosso che aveva una innocua apparenza. Quello che tu vuoi o vorresti che fosse non dipende da te: questa è la sola certezza che mi conforta quando lo sguardo mi cade sopra lo specchio e lo specchio mi restituisce il Fantasma. Gia, proprio Lei, il Fantasma...
...Fui sempre, e sono, un combattente che lotta per un domani migliore, una società insomma che creda nell'Uomo. Se io mi trovo qui è perchè credo nell'Uomo. E credere nell'Uomo significa credere nella sua libertà. Libertà di pensiero, di parola, di critica, di opposizione...
Mi descrivo
Nulla si crea, Nulla si distrugge, Tutto si trasforma.
Spazio amici
Amo & odio
Tre cose che mi piacciono
Pensiero
Idea
Ragione
|
Tre cose che odio
L'Eclissi
della
Ragione
|
Dettagli
Nessun dettaglio
“Selva d’amore”, di S. Aleramo
GUARDO I MIEI OCCHI
Guardo i miei occhi cavi d’ombra e i solchi sottili sulle mie tempie,guardo, e sei tu, mio povero stanco volto, così a lungo battuto dal tempo? Mi grava l’ombra d’un occulto sogno.Ah, che un ultimo fiore in me s’esprima! Come un’opaca pietra non voglio morire fasciata di tenebra, ma d’un tratto, dalla radice fonda, alzare un canto alla ultima mia sera.





