Duchessadgl4
Sesso: F
Età: 70
Città: Il mio paese
Prov: Biella
Reg: Piemonte
Naz: Italia
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A mio figlio
IL VOLO DI UN ANGELO
La strada è lunga….buia
I fari a tratti rompono l’oscurità, ma nessuno ferma la tua corsa.
Dove vai piccolo mio? Il tuo nido è qui: ti aspetta, come sempre.
Come sempre tu vi farai ritorno.
No….questa volta no….. Il nido rimane vuoto.
Intorno solo un grande silenzio che una lunga scampanellata annulla.
E’ l’alba…Il chiarore si diffonde nella stanza vuota.
Il letto è intatto… Dove sei piccolo mio?
Dove sono i tuoi occhi sorridenti?
La tua corsa si è fermata…
Un Angelo scende sull’asfalto e ti ricopre con le sue morbide ali.
Con delicatezza ti raccoglie e ti porta con sé in un sublime volo verso l’alto:
Lassù, dove la strada non è mai buia e tu camminerai per sempre.
I tuoi occhi ora sorridono nel sole e illuminano questa mia vita senza te.
MAMMA (immagine dal Web)

Un triste giorno
tu mi hai lasciata
e ora vivo senza di te
Oggi un ricordo mi frulla in mente.
Ero bambina,
eri il mio mondo:
“Voglio morire prima di te”.
Sono cresciuta:
un altro mondo,
un’ altra strada
davanti a me.
Un giorno fosti
tu la bambina,
e forse io
non ti ho curata e
non ti ho amata
come tu allora
hai amato me.
GUIDA I NOSTRI PASSI
o Padre, ci rivolgiamo,
perché sei l’unico nostro sostegno:
in te solo trova ristoro
la nostra sete infinita;
guida i nostri passi
con la luce della tua verità
fino a che potremo vedere
in pienezza il tuo volto.
Dio, che sei e che eri, e sarai,
per te la terra continua
a fiorire e a sperare;
per te fiorisce anche
il diritto e la giustizia:
e cioè, il tuo Figlio continui a venire,
il suo nome sorpassi ogni tempo
e risplenda più a lungo del sole.
A te, Padre, la gloria,
a te, Figlio, l’amore,
a te, Spirito, il canto.
David Maria Turoldo
Una pillola per lo spirito
Mio SignoreLascia che io mi sieda per un momento al tuo fianco;
finirò più tardi il lavoro che mi attende.
Lontano dal tuo sguardo,io subito mi stanco;
il mio lavoro è pena e mi sento perduto.
Con te trovo la vita, i suoi sussurri e sospiri,
ho mille menestrelli alla corte del tuo amore.
Lascia che io mi sieda a faccia a faccia;
voglio cantare la gioia d'appartenere a te
.
RABINDRANATH TAGORE
Quando al mattino ti svegli
Quando al mattino ti svegli ringrazia (il tuo Dio) per la luce dell'aurora e la forza che ritrovi nel tuo corpo. Ringrazia (il tuo Dio) anche per il cibo che ti dà.
allora vuol dire che sei in errore.
Tecumseh
A Giovanni Paolo II
Alla tua tomba sono infine arrivata: il mio desiderio è stato esaudito.
Lacrime scioglie il cuore che ha atteso
questo momento in cui ti ritrovo.
Più nulla ora esiste, ci sei solo tu.
Grazie del dono di questa presenza .
Padre Santissimo, Gigante di Dio,
la tua grandezza mi avvolge e consola.
Sono in ginocchio davanti al tuo marmo
e la preghiera sgorga dal cuore.
Ti ho amato moltissimo quando eri in vita,
ora ti affido la bimba a me cara:
è la mia vita, un grande tesoro,
dà senso ai miei giorni, fortezza allo spirito.
Or devo lasciarti, tu resta con me.
E’ lì nel tuo Cielo quel Raggio di Sole,
tienlo vicino, sempre con te!
www.comune.biella.it
A tredici chilometri dal centro abitato, a 1180 metri s.l.m, si trova il Santuario della Madonna Nera di Oropa, il più celebre luogo di pellegrinaggio del Piemonte, uno dei più importanti d’Italia e forse il più antico santuario mariano dell’occidente.
La leggenda fa risalire al santo Vescovo di Vercelli Eusebio, rifugiatosi fra questi monti per sfuggire a una persecuzione nel 369, la conservazione in una nicchia di un masso erratico di una statua lignea della Madonna (presunta opera di san Luca evangelista), da lui portata fino ad Oropa da Gerusalemme.
In realtà, i primi documenti riguardanti il santuario risalgono al XIII secolo.
Durante la peste del 1599, la città di Biella fece voto di erigere una nuova chiesa e così sorse quella attuale dopo l’abbattimento della chiesetta dugentesca.
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Cantico delle creature
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La Statua della Madonna Nera misura m. 1,32 di altezza ed è in legno Cirmolo (pianta resinosa).
A Oropa la Madonna Nera, contrariamente a quanto si riscontra nella Vergini nere del periodo romanico ( raffigurate sedute in trono a simboleggiare la Sedes Sapientiae), viene presentata in piedi con il Bambino seduto sul braccio sinistro , a sua volta benedicente (con la mano destra) e con l’uccellino (simbolo della Passione), nella mano sinistra. Stilisticamente questa statua è stata, in via ipotetica, riferita all’area aostana intorno al 1295.






