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Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

V. Cardarelli

 
La Mutevolezza

Noi siamo come nuvole
che velano la luna a mezzanotte;
Così irrequiete sfrecciano, e sfavillano,
e fremono, striando l'oscurità radiosamente!
eppure subito la notte si richiude attorno
le cancella: o come lire dimenticate,
le cui dissonanti corde rendono a ogni
vario soffio del vento una risposta diversa,
alla cui fragile struttura nessuna nuova
vibrazione apporta un tono o una modulazione
pari all'ultimo.
Noi riposiamo, e un sogno ha la potenza
di avvelenarci il sonno. Ci alziamo,
e un pensiero errante può inquinare il giorno.
Sentiamo, concepiamo o ragioniamo,
ridiamo o piangiamo, ci disperiamo,
o gettiamo via ogni affanno: è tutto uguale!
Sia una gioia o un dolore, il percorso da compiere
dal suo abbandono non si è ancora concluso:
l'ieri dell'uomo non può mai essere simile al domani;
niente nel mondo può durare, eccetto la Mutevolezza.
 
 
 
Sesso: F
Età: 45
Città: Milano
Provincia: Milano
Regione: Lombardia
Nazione: Italia

Videogallery di ArIsTo_GaTtA

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Ad un'ignota

Tutto ignoro di te: nome, cognome,
l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
e sapere non voglio, e non ho chiesto
il colore nemmen delle tue chiome.

Ma so che vivi nel silenzio; come
care ti sono le mie rime: questo
ti fa sorella nel mio sogno mesto,
o amica senza volto e senza nome.

Fuori del sogno fatto di rimpianto
forse non mai, non mai c'incontreremo,
forse non ti vedrò, non mi vedrai.

Ma più di quella che ci siede accanto
cara è l'amica che non mai vedremo;
supremo è il bene che non giunge mai!


A mia madre

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro

 
 



Alla Sera

Forse perchè della fatal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.

U. Foscolo



 

 

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