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La Mutevolezza Noi siamo come nuvole che velano la luna a mezzanotte; Così irrequiete sfrecciano, e sfavillano, e fremono, striando l'oscurità radiosamente! eppure subito la notte si richiude attorno le cancella: o come lire dimenticate, le cui dissonanti corde rendono a ogni vario soffio del vento una risposta diversa, alla cui fragile struttura nessuna nuova vibrazione apporta un tono o una modulazione pari all'ultimo. Noi riposiamo, e un sogno ha la potenza di avvelenarci il sonno. Ci alziamo, e un pensiero errante può inquinare il giorno. Sentiamo, concepiamo o ragioniamo, ridiamo o piangiamo, ci disperiamo, o gettiamo via ogni affanno: è tutto uguale! Sia una gioia o un dolore, il percorso da compiere dal suo abbandono non si è ancora concluso: l'ieri dell'uomo non può mai essere simile al domani; niente nel mondo può durare, eccetto la Mutevolezza. |
Sesso: F
Età: 45 Città: Milano Provincia: Milano Regione: Lombardia Nazione: Italia Mi descrivo
....ma il gatto era il più selvaggio di tutti i selvaggi animali. Tutto solo se ne andava il gatto e un posto per lui valeva l'altro....
Spazio amiciAmo & odio
DettagliLingue conosciuteInglese Spagnolo Arabo I miei interessiscrivere leggere Internet Gli sport preferititennis snowboard trekking
Gen. musicalerap e hip hop pop Gen. cinematograficoclassici hollywoodiani neroealismo italiano
Letture preferitepsicologia e sociologia saggistica
Mi piace la cucinatradizionale spagnola
La vacanza OKmontagna La vacanza KOvillaggio turistico La meta dei miei sogniStati Uniti Sudafrica Occupazionedirigente Stato civileconiugato/a con figli Il mio film preferitoI 4 cavalieri dell'Apocalisse Il mio libro preferitoLa rabbia e l'orgoglio I miei pregiCogito ergo..dubito. I miei difettiNel dubbio, meno. |
Ad un'ignota
Tutto ignoro di te: nome, cognome, Ma so che vivi nel silenzio; come Fuori del sogno fatto di rimpianto Ma più di quella che ci siede accanto A mia madre E il cuore quando d'un ultimo battito Alzerai tremante le vecchie braccia, E solo quando m'avrà perdonato, Ricorderai d'avermi atteso tanto, ![]() Alla Sera Forse perchè della fatal quiete tu sei l'immago a me sì cara vieni o Sera! E quando ti corteggian liete le nubi estive e i zeffiri sereni, e quando dal nevoso aere inquiete tenebre e lunghe all'universo meni sempre scendi invocata, e le secrete vie del mio cor soavemente tieni. Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme che vanno al nulla eterno; e intanto fugge questo reo tempo, e van con lui le torme delle cure onde meco egli si strugge; e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi rugge. U. Foscolo Contatore |
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